Valentino: la moda e l’arte insieme a Venezia. La nuova sfilata

Valentino sceglie Venezia, e l’Arsenale, per presentare le sue ultime creazioni. La collezione di Haute Couture Valentino Des Atelier è qualcosa di semplicemente straordinario; è magnifica; è potente.

Venezia era parte della visione che avevo avuto sin dal principio. Era l’unico posto al mondo nel quale presentare una collezione del genere, un contesto nel quale non aggiungere o non togliere nulla” queste le parole di Pierpaolo Piccioli direttore creativo della maison. Ottantaquattro uscite in passerella di cui venti nate dal dialogo con una selezione di diciassette artisti provenienti da tutto il mondo e portati da Piccioli in atelier per costruire una comunità creativa che orbiti intorno alla Maison Valentino. Due mondi separati arte e moda, ma entrambi dotati di grande forza espressiva che, maneggiata con talento, genera bellezza.

La moda non è arte perché deve mettersi in relazione con un corpo; l’arte è uno scopo o una finalità senza scopo. Arte e moda hanno un intento comune: raccontare un momento storico, un punto di vista e una prospettiva. Volevo creare una sorta di factory con persone con cui confrontarmi: mettere insieme prospettive diverse nello stesso momento storico; i membri di una community condividono gli stessi valori” ha dichiarato Piccioli per questa grande sfilata Valentino.

Sulla passerella quindi sono salite creazioni spettacolari nate da una commistione unica e speciale che ha visto unire la creatività e le forze di sarte e artigiani dell’atelier Valentino con quelle degli artisti Joel S. Allen, Anastasia Bay, Benni Bosetto, Katrin Bremermann, Guglielmo Castelli, Maurizio Cilli, Danilo Correale, Luca Coser, Jamie Nares, Francis Offman, Andrea Respino, Wu Rui, Sofia Silva, Alessandro Teoldi, Patricia Treib, Malte Zenses e Kerstin Bratsch. 

Durante la conferenza stampa Piccioli ha deciso di parlare anche del DDL Zan, che in questi giorni è in discussione al Senato: “La moda è anche più forte delle parole. Quando si lavora con le immagini si racconta più che con mille discorsi . Volevo raccontare un mondo fatto di persone in quanto tali, senza genere o sesso a distinguerle. Oggi faccio sfilare ancora una volta uomini e donne per consegnare una fotografia di quello che potrebbe essere il mondo. Se prima era solo una speranza, adesso può diventare davvero realtà.

Continua Piccioli: “È vergognoso che in Italia ancora non passi il ddl Zan. Non si può parlare di rouches e ignorare quello che succede fuori. Vedere in passerella uomini e donne che indossano gli stessi vestiti è molto più forte che parlare ancora di parità o discutere se sia necessaria o meno una legge contro l’omotransfobia. Spesso il mondo cambia e la moda se ne accorge dopo, a me invece piacerebbe guidare il cambiamento e portare avanti questa idea di libertà. E l’immagine di uomini e donne che condividono gli stessi abiti è più potente di qualsiasi parola o slogan sulla gender equality. Nel momento in cui la si sdogana, poi passa e diventa la norma. Vedere un uomo vestito di rosa o con una gonna pantalone credo che sia la cosa più efficace“.

 

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