Referendum, Marini: “Da rivitalizzare con voto a distanza e quorum più basso”

Roma, 13 giu. (Adnkronos) – Il mancato raggiungimento del quorum per i cinque referendum sulla giustizia “si commenta da solo. E’ un grande insuccesso su cui va iniziata una riflessione: i quesiti erano senz’altro troppo tecnici e l’informazione è stata carente sia sul fronte mediatico che dei partiti, che non si sono spesi adeguatamente. Ma io credo anche che se fossero stati formulati meglio referendum non dichiarati ammissibili, come quello sulla cannabis, la partecipazione sarebbe stata maggiore”. A commentare l’esito referendario è il costituzionalista Francesco Saverio Marini, professore ordinario di Diritto pubblico all’università di Roma Tor Vergata, che aggiunge: “Dai tassi di astensionismo in tutte le elezioni si evince una crisi della democrazia. Il referendum è un istituto che merita però di essere rivitalizzato e riformato perché avvicina il cittadino alle istituzioni e alla gestione delle politiche pubbliche”. “Andrebbe introdotta una qualche forma di voto a distanza e abbassato il quorum – suggerisce il professore di Tor Vergata – Si è per ora semplificato il momento della raccolta delle firme, con la firma elettronica, ma l’aspetto più problematico è a valle del procedimento referendario”.

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