Polizia

Arrestato il responsabile dell’omicidio di Gigliotti del 2015

Questa mattina la Polizia di Stato di Catanzaro, su disposizione della Procura della Repubblica di Lamezia Terme, ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa a carico di un uomo dell’85, ritenuto responsabile dell’omicidio e della distruzione del cadavere di Domenico Maria Gigliotti, commesso in Lamezia Terme nel 2015.

Le indagini condotte dalla Sezione investigativa del Commissariato di Lamezia Terme e dalla Squadra Mobile di Catanzaro, si sono orientate nei confronti dell’uomo – già coinvolto negli omicidi di Francesco Berlingieri (per tale episodio delittuoso, già condannato dalla Corte d’assise di Catanzaro alla pena dell’ergastolo), Gregorio Mezzatesta e dell’Avvocato Francesco Pagliuso – in considerazione del fatto che lo stesso figurava tra le vittime della truffa dei  viaggi fantasma venduti dall’agenzia Easy Fligth, gestita dalla moglie della vittima. Sarebbe stato proprio l’incasso fraudolento dell’anticipo versato (1.100 euro) per l’acquisto di una crociera, a cui avrebbero dovuto partecipare il reo con la moglie, nonché la mancata restituzione dello stesso a scatenare la violenta reazione dell’indagato che, già nel mese di ottobre 2014, aveva esploso alcuni colpi d’arma da fuoco contro l’abitazione della famiglia Gigliotti.

Fondamentale per l’incolpazione di questo ulteriore grave fatto di sangue, sono stati, nonostante l’utilizzo di un revolver per l’esecuzione del delitto, gli esiti della comparazione balistica. Premesso, difatti, che sia in occasione del pregresso danneggiamento dell’abitazione, sia in sede di esame autoptico, erano state repertate e sottoposte a sequestro probatorio le ogive dei colpi esplosi, gli accertamenti tecnico-balistici di natura comparativa, di particolare pregio e rilevanza, hanno consentito di stabilire in modo certo che nei due episodi delittuosi (danneggiamento dell’abitazione ed omicidio di Domenico Maria Gigliotti) fosse stata adoperata la medesima arma.

L’ulteriore approfondimento tecnico-scientifico, inoltre, ha consentito di accertare che si tratta, nella fattispecie, del medesimo revolver utilizzato per assassinare l’avvocato Pagliuso, omicidio per il quale l’arrestato risulta in atto sottoposto a custodia cautelare in carcere ed attualmente imputato dinanzi alla Corte d’assise di Catanzaro.

A completare il quadro indiziario è stata, altresì, l’analisi ed elaborazione dei dati di traffico telefonico acquisiti, ulteriore risultanza tecnica che permette di collocare il soggetto nei pressi dell’abitazione della vittima in occasione del danneggiamento.

In particolare,  Domenico Maria Gigliotti fu assassinato nella mattinata del 25 gennaio 2015, all’ingresso della propria abitazione. Le modalità del delitto suscitarono particolare clamore: l’assassino, infatti, dopo aver attinto la vittima con alcuni colpi di pistola del tipo revolver, diede fuoco all’auto sulla quale viaggiava la stessa. Le risultanze dell’esame autoptico sul cadavere consentirono di accertare che il Gigliotti, nel momento in cui si sprigionarono le fiamme, fosse ancora in vita, come testimoniato dalla presenza di fumo nei polmoni.

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