Firenze: completato il restauro del cenotafio di Dante

Il cenotafio, dal greco etimologicamente tomba vuota, è un monumento sepolcrale che ricorda una persona sepolta altrove. Uno dei più celebri è il Cenotafio eretto in onore di Dante Alighieri all’interno della Basilica di Santa Croce a Firenze.

Firenze celebra il Dantedì concludendo il restauro, donando al poeta una commemorazione che come valore equivale alla prima compiuta: la realizzazione del cenotafio stesso, primo riconoscimento ufficiale della città di cui Dante è diventato quasi un simbolo.

Inoltre a fianco della presentazione del restauro, Monica Guerritore ha recitato alcune terzine del XXIV Canto del Purgatorio, a esaltare maggiormente il monumento, sul quale le terzine sono incise.

Il restauro del Cenotafio di Dante a Firenze

L’Opera di Santa Croce di Firenze e il Fec, Fondo Edifici di Culto, congiuntamente alla partecipazione di imprese e soggetti privati (Florence e Christian Levett, Dedalus Spa e El. En.) hanno portato avanti, l’intervento di restauro durante questi mesi di lockdown,

Questo ha visto la pulitura dei resti di limo dopo l’alluvione del ’66, altre sedimentazioni e incisioni, conseguenza di atti vandalici.

Il restauratore Stefano Landi spiega:

“L’intervento è stato condotto con metodologie tradizionali e il ricorso alla tecnologia laser che ha consentito di intervenire nelle parti che presentavano maggiori problematiche di conservazione”

Infine Aviv Fürst si è occupata del recupero delle scritte a fondo oro e le dorature del monumento.

Il cenotafio

Realizzato da Stefano Ricci, il cenotafio è uno dei monumenti che più di tutti colpì anche all’epoca della sua realizzazione.

Infatti la sottoscrizione del Manifesto che annunciava la costruzione che avvenne nell’agosto del 1818, fu da parte di Gino Capponi, Vittorio Fossombroni e altri protagonisti della Toscana granducale.

Raffigura Dante con la nota corona di alloro, in un atteggiamento di riflessione, con il braccio poggiato sulla Divina Commedia. Il sarcofago vede la presenza di due figure femminili: a sinistra l’Italia con la corona turrita, a destra la Poesia piangente. 

L’inaugurazione avvenne nel 1830, suscitando ammirazione nei contemporanei, soprattutto per lo schema adottato, quello canoviano. 

 

 

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