Giuseppe Conte

Giuseppe Conte, poeta ligure, vince la seconda edizione di “Celle Arte e Natura”

Lo scrittore ligure Giuseppe Conte ha vinto la seconda edizione del Premio di PoesiaCelle Arte e Natura”. Il riconoscimento è stato assegnato a Pistoia dalla giuria composta da Fabio Gori, Antonio Franchini, Andrea Mati, Silvio Perrella, Antonio Riccardi e Sandro Veronesi.

Giuseppe Conte ha scritto saggi e libri di viaggio, tra cui ricordiamo “Il terzo ufficiale” con cui ha partecipato al Premio Hemingway; “La casa delle onde” con cui è stato finalista al Premio Strega fino a “L’adultera” per il Premio Manzoni.

Il Premio di Poesia “Celle Arte e Natura” ha una formula particolare; all’autore cui viene assegnato il riconoscimento, oltre a un premio in denaro, gli viene data la possibilità di un’esperienza di “creatività residenziale” alla Fattoria di Celle presso la Collezione Gori. Un soggiorno prolungato, nella cornice dello stupefacente patrimonio d’arte che il Parco della Fattoria offre ai visitatori. A seguire, i testi del destinatario del Premio, nati nel periodo della visita a Celle, trovano posto in un libro d’arte e poesia, a tiratura limitata. 

A chi ama poesia, natura, mito. Quello che rende ancora bello e sacro il mondo; la poesia è antagonista, è una forma di resistenza spirituale. Credo che oggi in particolare la letteratura in genere abbia questo valore i antagonismo, per lasciare una sorta di utopia, un amore a occhi aperti, il credere in ciò che si fa” – ha dichiarato Giuseppe Conte durante la cerimonia di conferimento del premio. 

Lo spirito del riconoscimento, voluto e creato da Giuliano Gori, non cambia nel tempo; riconoscere e indicare al grande pubblico un poeta che esprima, nelle sue opere, una sensibilità effettiva per la natura e l’arte. 

Durante la cerimonia di premiazione si è svolto  un concerto nel teatro all’aperto disegnato e realizzato dall’artista Beverly Pepper, scomparsa a febbraio 2020, suddiviso in quattro atti dove il pubblico invitato ha potuto ascoltare il flauto di Gregorio Tuninetti, il violoncello di Elida Pali, Riccardo Crocilla con il suo clarinetto e infine Riccardo Donati con il suo contrabbasso.

Con oltre ottanta installazioni, il Parco di Celle è una realtà nota a livello internazionale. “La Collezione Gori si identifica come un laboratorio interdisciplinare che continua senza sosta un’attività creativa cui prendono parte artisti provenienti dai diversi continenti – si può leggere sul sito dell’organizzazione. Sono presenti alla Fattoria opere di Alice Aycock, Dani Karavan, Fausto Melotti e Robert Morris. E ancora Dennis Oppenheim, Anne e Patrick Poirier, Ulrich Ruckriem, Richard Serra, Mauro Staccioli e George Trakas. In più quelle realizzate all’interno degli edifici storici, di Nicola De Maria, Luciano Fabro, Mimmo Paladino, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Gianni Ruffi, Aldo Spoldi e Gilberto Zorio.

La collezione è aperta al pubblico fin dal 1982 per esplicito volere di Giuliano Gori e dei suoi familiari.

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