GUERINI NATO

Lorenzo Guerini, “Strategia di sicurezza e difesa per il Mediterraneo”

“Il Mediterraneo, e più ampiamente il Mediterraneo Allagato, macro-area che racchiude anche il Medio Oriente, il Golfo di Guinea, il Corno d’Africa e la fascia sub-Sahariana, è di prioritario interesse strategico nazionale. Le tensioni che lo riguardano innescano, infatti, processi che si riverberano sull’Europa, e in particolare sull’Italia”. Così il Ministro Guerini nell’introdurre la “Strategia di sicurezza e difesa per il Mediterraneo”, una delle tre direttive ministeriali che fissano i principali temi di attenzione della Difesa italiana per il prossimo futuro.

“L’aggressione russa all’Ucraina, che porta comprensibilmente il nostro sguardo a Est” – sottolinea il Ministro – “conferisce tuttavia una rinnovata centralità al Mediterraneo, mare caldo d’Europa e Fianco Sud della NATO, avendo un’influenza significativa sulle sue dinamiche. In primo luogo, evidenzia la necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento energetico. Inoltre, minaccia di avere ripercussioni sul commercio mondiale delle derrate alimentari, con conseguenze particolarmente negative sulle realtà economicamente più fragili, a partire dall’Africa. È uno scenario che annuncia ricadute umanitarie che la Comunità internazionale deve prepararsi a gestire e che possono avere impatti sulla nostra sicurezza”. 

La direttiva “Strategia di sicurezza e difesa per il Mediterraneo” ordina quindi, in una visione complessiva e in un’ottica anche preventiva, gli elementi d’analisi e le linee d’azione della Difesa italiana in questo importante quadrante strategico, allo scopo di massimizzare il contributo del Dicastero e delle Forze Armate a un’attività che coinvolge, con un approccio intergovernativo in stretto coordinamento tra Dicasteri, tutte le sfere d’azione della politica nazionale. Il Mediterraneo è infatti un ambiente complesso, da tutelare mettendo a sistema tutte le capacità interforze disponibili e bilanciando presenza persistente e rapidità d’intervento, in modo da prevenire crisi e scongiurare eventuali escalation.

Il Mediterraneo è il punto di congiunzione di tre continenti nonché la rotta più rapida, sicura ed economica tra Indo-Pacifico e Atlantico: una via di transito che, da sola, ospita circa il 20% del traffico marittimo mondiale”, specifica Guerini. “Non sorprende, quindi, che catalizzi l’interesse di attori con ambizioni globali e obiettivi connessi al controllo delle materie prime e alla disponibilità di vie commerciali, o impegnati ad aumentare la propria influenza in questo quadrante, anche attraverso la presenza militare. Occorre perciò prestare la massima attenzione e vigilare, anche nell’interesse della pace, oltre che della tutela degli interessi nazionali. La nostra sicurezza è legata a doppio filo alla stabilità di questo Mare e a quella delle aree limitrofe”.

Il documento si sofferma altresì sull’importanza dell’Italia in questo contesto, in funzione della sua geografia, dei suoi legami diplomatici e delle sue capacità militari, che possono rappresentare un valore aggiunto nell’ambito delle alleanze a cui aderisce, come la NATO, in seno alla quale l’Italia riveste un ruolo di promotore di un approccio a 360° gradi: attento al Mediterraneo e proteso nella direzione di una sempre più marcata difesa cooperativa. Lo stesso ruolo ricoperto nell’ambito dell’Unione Europea, che, come evidenzia il Ministro Guerini, “in virtù della sua consuetudine con i Paesi del versante Sud e dell’attrattività del suo modello sociale, oltre che di una struttura economico-giuridica particolarmente idonea, deve avere in questo quadro d’azione una funzione di primo piano”.  

Sicurezza e stabilità del Mediterraneo sono il comune denominatore che lega anche le altre due direttive, di recente emanazione, “l’Atto di indirizzo per l’avvio del ciclo integrato di programmazione” e la “Direttiva per la politica militare nazionale”. La prima mette in moto il processo di pianificazione strategica e finanziaria della Difesa, attività finalizzata alla predisposizione del budget per il 2023 e del bilancio 2024-2025 del Ministero, sviluppati in funzione delle priorità strategico politiche del Paese. La seconda, oltre a definire il posizionamento dell’Italia nello scenario internazionale, riserva ampio spazio allo sviluppo delle capacità industriali del Paese, essenziali per assicurare l’autonomia strategica dell’Italia e dunque la tutela della sua sovranità. Aspetti che assumono rilevanza ancora maggiore oggi, in un tempo segnato dalle tensioni e delle ricadute economiche e securitarie del conflitto russo-ucraino anche sul Mediterraneo.

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