“Il Giardino dei Tarocchi” dalla Toscana al MoMA di New York

Grandi opere ispirate agli arcani, ricche di simbolismo esoterico, compongono il Giardino dei Tarocchi, immerso nella Toscana. Si tratta di uno dei più importanti progetti realizzati da Niki de Saint Phalle.

Oggi di quella che è stata la parabola creativa della poliedrica artista, mentre in Italia è ancora poco nota, New York al contempo e al contrario ne viene conquistata.

L’evento al MoMA

“Niki de Saint Phalle- Structure of Life” è il titolo della rassegna organizzata al MoMA che metterà in mostra oltre duecento lavori, disegni, stampe, materiali d’archivio. Avrà luogo dall’11 marzo al 6 settembre 2021.

La parte più importante del percorso espositivo sarà quella dedicata alle installazioni per le quali l’artista è maggiormente ricordata, sculture su larga scala, open-air.

Quindi dagli anni Cinquanta, caratterizzati da opere di assemblaggio, alle grandi sculture pubbliche, entrambe accumunate da messaggi anche sociali.

La mostra a Capalbio, città-cornice del Giardino dei Tarocchi

Capalbio, in provincia di Grosseto, nella Maremma Toscana, ospita l’opera che più di tutte ha tenuto impegnata l’artista e suo marito, per più di vent’anni: Il Giardino dei Tarocchi. Iniziato nel 1979, all’apice della sua carriera, è stato concluso nel 1996.

In prossimità del mare, ventidue sculture ispirate ai Tarocchi di Marsiglia occupano due ettari di parco, suscitando stupore in chi si addentra liberamente all’interno di esso.

Sculture alte fino a quindici metri, ricoperte di mosaici e ispirate a Parc Guell di Gaudì, ma anche al parco dei mostri di Bomarzo.

Capalbio renderà omaggio all’artista con un’esposizione dedicata alla storia del parco.

La mostra, curata da Isaco Praxolu, Davide Sarchioni, Lucia Pesapane, sarà visibile da Luglio a Novembre.

Così la Pesapane:

“La mostra di Capalbio ripercorre la lunga realizzazione del parco, un lavoro immenso e costoso, sviluppato in piena libertà e con tanta passione perché era il suo sogno. Basti pensare che ha dormito e mangiato 4 anni dentro la prima struttura costruita, l’Imperatrice, senza porte né riscaldamento” (AGI)

Mentre la Presidente della Fondazione Capalbio, Maria Concetta monaci commenta:

“Nell’arte ci sono sempre andate e ritorni, questo è il suo momento siamo orgogliosi di ospitare una delle sue opere più famose e poterle dedicare una grande esposizione”  

 

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