vintage

Il vintage con il suo successo fonde passato e futuro

Il vintage non è una moda, né uno stile, ma un insieme di tendenze e di pezzi speciali entrati nella storia. Pezzi che non passano inosservati, ma non perché vistosi o eccentrici, piuttosto perché ci ricordano un’epoca, un look o una donna indimenticabile.

Gli stili e le tendenze del 21esimo secolo racchiudono molti pezzi forti degli anni passati, infatti la moda vive proprio di questo: recupero. Le gonne a ruota, i ceppellini eccentrici e i colori pastello ci riportano agli anni 50 e 60, periodo di femminilità ed eleganza. C’è poi l’abbigliamento anni 70 con i pantaloni a zampa, lo stile hippie e quello sporty tra righe multicolor, camoscio e colli a punta.

Lo stile effervescente della moda anni 80 rimbomba nell’aria dei nostri giorni sistemando nei nostri armadi stampe vistose, spalline XL, camicie oversize e panneggi variopinti di numerose fantasie. Per non dimenticare gli anni 90 e 2000 di cui ci nutriamo continuamente. Dalla Saddle Bag di Dior, agli occhiali da sole bianchi di Kurt Cobain, sino alle Buffalo delle Spice Girls. Quindi la moda 2021 non è altro che una linea retta che attraversa le epoche precedenti, rubandone qualche pezzo, o meglio, i pezzi forti!

La tendenza del vintage parte dai mercatini dell’usato per poi passare alle infinite applicazioni o shop che offrono prodotti second hand in ottime condizioni.

Per esempio la catena americana Buffalo Exchange è un’istituzione della moda vintage. Ha sede a Tucson, in Arizona, dove Kerstin Block ha guidato l’apertura di 50 negozi che gli hanno donato la carica di “re dei capi di seconda mano”. Vinted, invece, è un market place e una community online lituano nato nel 2008 per necessità di Milda Mitkute di svuotare l’armadio prima di traslocare. Oggi puoi vendere, acquistare o scambiare capi di abbigliamento e accessori usati.

Depop, tutta italiana, è un’app per vendere vestitti e accessori usati nata nel 2011, oggi è diventata una piattaforma di vendita second hand mondiale. La sue sede è a Londra, mentre in America è gettonatissima tra gli Youtuber e gli adolescenti, inoltre anche Chiara Ferragni vende i suoi pezzi migliori qui. Per le firme più importanti possiamo affidarci a Vestiaire Collective o a Rebelle, ma in Italia l’istituzione numero uni è A.N.G.E.L.O Vintage Palace. Esiste dal 1978 per mano del suo fondatore Angelo Caroli dedito a recuperare abiti e accessori dell’eccellenza del design dei decenni passati.

Questi negozi o app e molto altro hanno contribuito alla diffusione del vintage e del recupero di vecchi capi, ma le grandi case di moda?

Il vintage delle grandi firme

Il bisogno della clientela è quello di ritornare un po’ indietro e in un certo senso rallentare i tempi che corrono veloce, così le maison arrivano in aiuto. Hanno sfilato vere e proprie storie in onore del fondatore, o nel caso di Chanel della fondatrice, ricordando la sua storia e allo stesso tempo quella di milioni di donne. Gucci invece rivisita il vintage in chiave moderna accostandolo al mondo dell’eco, lanciando così un messaggio carico di valori.

Ricordare da dove sono partite è fondamentale per questo tipo di aziende, perché l’inizio è ciò che ha contribuito maggiormente al successo che hanno oggi. La loro passione e, in altri casi, l’amore che tiene unite le famiglie ha creato capi o accessori con una propria vita e ora, con il ritorno al passato e quindi al vintage, non c’è occasione migliore di ripercorrere gli inizi di ogni storia e percepire le emozioni.

Quindi grazie alle necessità dei consumatori e al forte bisogno di ricordare le origini, le aziende hanno creato collezioni che si affacciano al futuro ma con uno sguardo fisso al passato.  Hanno rivisitato i pezzi forti dei decenni passati in chiave moderna e futuristica, donandogli un altro significato, ma la magia rimane sempre la stessa.

Dagli “errori” del passato si impara,  ma per questi continueremo sempre a provare grande ammirazione.

 

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