Le mogli di due combattenti del battaglione Azov incontrano Papa Francesco

Papa Francesco incontra le mogli dei combattenti ucraini. Non si tratta di soldati dell’esercito ufficiale, ma del noto battaglione Azov, il reggimento che sta guidando l’ultima disperata resistenza di Mariupol, nell’acciaieria Azovstal. L’iniziativa di oggi è dettata soprattutto da ragioni di solidarietà nei confronti della popolazione di Mariupol, ma non mancherà di suscitare polemiche.  Il battaglione è nato infatti come gruppo paramilitare nazionalista nelle prime fasi della guerra del Donbass, è accusato di ospitare figure neonaziste, e in passato è stato tacciato di crimini di guerra.

Le mogli dei militari di Azov avevano scritto nei giorni scorsi al Pontefice e attraverso i canali diplomatici è arrivato ieri l’invito . Kateryna è la moglie del Comandante Denis Prokopengo e Yulia di Arseniy Fedosiuk, sono in Italia da due settimane e aspettavano di ricevere un segnale da parte del Pontefice. La formula scelta dal Vaticano per l’incontro  è il ‘baciamano’ a fine udienza, evitando in questo modo il colloquio privato a Santa Marta, al fine di non mettere troppo in evidenza un gesto che sarebbe potuto risultare troppo sbilanciato da Mosca, in un momento delicatissimo in cui il Vaticano continua a fare da facilitatore per un eventuale corridoio umanitario.

“Il Papa pregherà per noi”

Katarina e Yulia  hanno consegnato al Papa due lettere: una personale, l’altra firmata dal Patriarca Onufrij, il primate della Chiesa ortodossa ucraina ancora fedele al Patriarcato di Mosca, in cui chiede a Putin di lasciar andare i combattenti di Azov. Le due donne hanno riferito poi, che l’incontro con il Papa è stato “un momento storico. Speriamo tutti insieme che questo possa aiutare a salvare i nostri mariti, i soldati che sono nella Azovstal a Mariupol. Noi speriamo che questo incontro ci dia una chance per salvare le loro vite”.

Concludendo che Papa Francesco, “ha detto che pregherà per noi e che farà il possibile. Gli abbiamo chiesto di venire in Ucraina e di parlare con Putin perché se ne vada», ma su questo non ha risposto. Ha detto che pregherà per noi”.

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