oriana fallaci

Oriana Fallaci, 15 anni dalla sua della scomparsa

Nel 15° anniversario della scomparsa di Oriana Fallaci,deceduta il 15 settembre 2006 a Firenze , vogliamo ricordare il grande «Scrittore», così  Lei preferiva definirsi e così recita la lapide apposta sulla sua tomba. Scrittore, perché non ama la sigla di giornalista, nonostante, con ogni evidenza, sia un vera e propria combattente con la sola arma dell’inchiostro. Prima donna italiana a recarsi al fronte come inviata speciale. Presente negli scenari di guerra mondiali  fino all’attentato alle Torri Gemelle. Di fatto ogni scritto di cronaca converge in pubblicazioni editoriali destinate a divenire sistematicamente best seller in ogni parte del mondo. .

Nel corso dei decenni raccontò la rivolta di Detroit dopo l’uccisione di Martin Luther King, il conflitto arabo-palestinese, le guerriglie contro le dittature del Sud-america, la morte di Bob Kennedy, i conflitti in Asia. Nella sua carriera intervistò uomini come Ali Bhutto in Pakistan, Haile Selassie in Etiopia, Indira Gandhi in India, Golda Meir, prima donna premier di Israele, Reza Pahlavi, penultimo Scià di Persia, Yassir Arafat, storico leader palestinese, Henry Kissinger e molte altre fra le più potenti personalità del globo.

Testimoni del pensiero di Oriana, i suoi libri

Ogni esperienza di vita diventa parte di uno dei  sui libri ma soprattutto ci parlano  dell’Io di Oriana.  “Penelope alla guerra non costituisce soltanto il ritratto di un’America in bilico tra la sua immagine sognata e la realtà di un paese “così grande, così uguale, così crudele”, ma è anche un’esortazione a ribellarsi alle convenzioni imposte dalla società e a vivere fino in fondo le proprie passioni, ”Il sesso inutile”, è una riflessione sulla condizione femminile in quanto l’anno precedente, inviata de L’Europeo, è in Oriente per un’inchiesta sulla condizione delle donne. A Karachi assiste al matrimonio di una sposa bambina. In Malesia conosce le matriarche che vivono nella giungla. A Hong Kong le cinesi non hanno più i piedi fasciati ma le Intoccabili abitano ancora sulle barche, senza mai scendere a terra. A Kyoto affronta il mistero delle geishee. Nel Il Sole muore” dopo aver seguito, gli astronauti coinvolti nell’impresa spaziale statunitense per la conquista della Luna,  parte dal valore politico e simbolico dell’impresa,  ci accompagna nel clima di un’America che stava ridisegnando se stessa e il mondo, interrogandosi sulle trasformazioni individuali e sociali portate dallo sviluppo tecnologico facendo emergerei rischi dell’alienazione tecnologica e, allo stesso tempo, racconta i sogni e il disperato ottimismo di un Occidente lanciato alla conquista del futuro.

Nel 1967 si recò in Vietnam, in qualità di corrispondente di guerra per L’Europeo, ed era la sola inviata italiana al fronte. “Niente e così sia” nasce da quell’esperienza in “Intervista con la storia”, raccolta di interviste fatte alle figure che hanno segnato il corso del secondo Novecento. Da Henry Kissinger a Willy Brandt, da Golda Meir a Indira Gandhi, da Arafat a Hussein di Giordania, da Nenni ad Amendola, fino a Giulio Andreotti.

Poi ci sono i testi più intimi e  ricchi di emozioni e riflessioni personali come “Lettera a un bambino mai nato”:  un’opera particolare, legata a un fatto personale e intimo, un aborto spontaneo avuto da Oriana Fallaci. Con “La Rabbia e l’OrgoglioOriana rompe un silenzio durato dieci anni. Lo rompe prendendo spunto dall’apocalisse che la mattina dell’11 settembre 2001, non molto lontano dalla sua casa di Manhattan, disintegra le due Torri di New York e uccide migliaia di persone. Accolto con enorme clamore e con forti polemiche in Italia e all’estero, il libro si trasforma in un caso mondiale, diventa il fulcro del dibattito internazionale sul terrorismo islamico e sul crollo delle Torri.La Fallaci parla degli Stati Uniti, dell’Europa, dell’Islam, del nostro Paese, riflette sulla grandezza e la vulnerabilità americana ricordando che “l’America è Occidente, l’America siamo noi”. Lancia furibonde invettive contro i terroristi e “gli avvoltoi che se la godono a veder le immagini delle macerie

Nell’ultimo “Oriana Fallaci intervista se stessa“,terzo e ultimo volume della Trilogia iniziata con “La Rabbia e l’Orgoglio” e proseguita con “La Forza della Ragione” approfondisce le  riflessioni sul declino morale e intellettuale della nostra civiltà,costruisce inoltre, una lunga intervista a sé stessa.  La Fallaci  ci offre una testimonianza della sua vita e del suo pensiero. Scrive con schiettezza di terrorismo islamico e crisi europea, racconta la sua lotta contro il cancro,”l‘Alieno“, rimarca principi etici da difendere. Colpisce con durezza la pavidità della politica, accusando l’Occidente di essere rassegnato e indifeso, a rischio di andare in frantumi.

La sua morte aprì un vuoto enorme, ma ci resta l’eredità preziosa dei suoi scritti e delle sue battaglie di libertà contro i totalitarismi del secolo breve e del nuovo millennio, minacciato dal fondamentalismo islamico . La sua vita è stata un raro esempio di coerenza, e come tutti i grandi pensatori ha avuto contro l’intellighenzia e il potere costituito, ma anche l’affetto sconfinato della gente comune.

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