Torino, a scuola in taxi grazie ai concittadini

Il caso è talmente “bello” da aver fatto il giro di molti portali che si occupano di scuola: una bimba di etnia rom, dell’hinterland di Torino, aiutata dai suoi concittadini ad andare a scuola.

La piccola, di soli 4 anni, ogni mattina si armava di voglia di camminare, unita al desiderio di incontrare compagni e maestre e dal campo nomadi di Strada della Berlia di Collegno (nell’hinterland torinese) per un’ora camminava verso scuola. A piedi, a quattro anni, col freddo clima della città della Mole a guidare i suoi passi. Ci metteva quasi un’ora all’andata e una quarantina di minuti al ritorno, per percorrere i 3km che la separavano da scuola. Fino allo scorso anno a portarla a scuola era lo scuolabus comunale tolto alla sua famiglia quest’anno perché non residenti nel Comune in questione.

E così i concittadini della piccola hanno deciso di ovviare alle mancanze di una burocrazia che spesso non riesce a stare al passo come dovrebbe, hanno fatto una colletta e pagato un taxi che da inizio settimana porta la bimba a scuola. Non più a piedi, dunque, grazie alla “catena sociale”.

Il padre della bimba è in realtà nato e cresciuto nel torinese ma non riesce ad ottenere la nazionalità italiana e la residenza: non ha un lavoro dimostrabile e l’indipendenza economica, nonostante l’autorizzazione a dimorare nel campo.

Con la speranza di poter raccontare presto un lieto fine, possiamo intanto gioire per un gesto di incredibile vicinanza proprio  in questo  periodo in cui si è fisicamente costretti alla distanza.

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