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Trittico di mostre a Palazzo Barberini

Palazzo Barberini riapre finalmente al pubblico, con un trittico di mostre molto interessante, intitolate ‘‘L’ora dello spettatore – Come le immagini ci usano’’,‘‘La Cananea restaurata. Nuove scoperte su Mattia e Gregorio Preti’’ e ‘‘Plasmare l’idea. Pierre-Étienne Monnot, Carlo Maratti e il monumento Odescalchi’’.

Palazzo Barberini in mostra

Palazzo Barberini, a Roma, apre con un mix di esposizioni frutto di vari studi ed approfondimenti sulle stesse collezioni. Esse fanno parte di diversi scambi internazionali che contribuiscono a focalizzare meglio le opere in scena. La mostra ”L’ora dello spettatore – Come le immagini ci usano” si snoda in 25 capolavori che dialogano con lo spettatore elaborando la pittura del ‘500 e ‘600. Lo scopo della mostra è di far riflettere lo spettatore su quello che guarda tra gioco e illusione. La mostra si divide in cinque sezioni: la soglia, l’appello, l’indiscreto, il complice e voyeur. Questa mostra è curata da Michele Di Monte.

Focus sulla Cananea

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica, nella sede di Palazzo Barberini, presentano un focus su La Cananea restaurata. E’ un capolavoro proveniente dalla quadreria dei Principi Colonna, esposto l’anno scorso sempre a Palazzo, nella mostra ”Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti”. Costituendo un aggiunta preziosa al periodo romano dell’artista influenzato da Tintoretto e Veronese. I curatori sono Alessandro Cosma e Yuri Primarosa.

Monumento Odescalchi

Acquistato nel 2020, da parte dello Stato Italiano dalla famiglia Odescalchi, il grande modello in legno e terracotta dorata, dipinto per il monumento funerario di Papa Innocenzo XI all’interno di San Pietro in Vaticano. L’artista francese, Pierre-Étienne Monnot, realizzò l’opera fra 1695 e1697, chiamato inizialmente a presentare la sua proposta in un concorso privato bandito dal nipote del Papa, Principe Livio Odescalchi. La mostra ”Plasmare l’idea. Pierre-Étienne Monnot, Carlo Maratti e il monumento Odescalchiè” a cura di Maurizia Cicconi, Yuri Primarosa e Paola Nicita.

 

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