Vaiolo scimmie, primi vaccini a 4 regioni. Solo categorie a rischio

Duemila dosi alla Lombardia, 1.200 al Lazio, 600 all’Emilia Romagna e 400 al Veneto. Sono le vaccinazioni contro il vaiolo delle scimmie pronte ad essere inoculate. A seguito dell’arrivo della prima tranche di donazione del vaccino antivaiolo Jynneos, da parte della Commissione Europea, si è stabilito di suddividere le dosi tra le Regioni con il più altro numero di casi segnalati ad oggi.

Le altre regioni e pubbliche amministrazioni che ne fanno richiesta protranno fare richiesta di dosi, fino a 60, in attesa della successiva tranche di donazione, attualmente prevista per la seconda metà di agosto. Una quota di vaccino resterà stoccata presso il Ministero della Salute, per eventuali emergenze, si legge nella circolare.

Per ora nessuna vaccinazione di massa, solo categorie a rischio

Il Ministero della Salute esclude per il momento una vaccinazione di massa, limitandola alle categorie a rischio. “Al momento, la modalità di contagio e la velocità di diffusione, così come l’efficacia delle misure non farmacologiche fanno escludere la necessità di una campagna vaccinale di massa. Tenuto conto dell’attuale scenario epidemico e della limitata disponibilità di dosi, le prime categorie alto rischio a cui verrà offerta inizialmente la vaccinazione, come profilassi pre-esposizione, sono individuate tra: personale di laboratorio con possibile esposizione diretta a orthopoxvirus. Persone gay, transgender, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM), che rientrano nei seguenti criteri di rischio: storia recente (ultimi 3 mesi) con più partner sessuali; e/o partecipazione a eventi di sesso di gruppo; e/o partecipazione a incontri sessuali in locali/club/cruising/saune; e/o recente infezione sessualmente trasmessa (almeno un episodio nell’ultimo anno); e/o abitudine alla pratica di associare gli atti sessuali al consumo di droghe chimiche (Chemsex).

Tali soggetti a più alto rischio, spiega il Ministero nella circolare, potrebbero essere identificati tra coloro che afferiscono agli ambulatori PrEP-HIV dei centri di malattie infettive e dei Check Point, ai centri HIV e ai centri per il trattamento delle malattie sessualmente trasmissibili, utilizzando anche indicatori di comportamento ad alto rischio simili a quelli utilizzati per valutare l’idoneità alla profilassi pre-esposizione all’HIV, ma applicati indipendentemente dalla presenza o meno di infezione da HIV. Si ritiene importante il coinvolgimento delle associazioni LGBTQIA+ e quelle per la lotta all’HIV, in particolare per favorire una corretta informazione sulla campagna vaccinale. La strategia di offerta vaccinale a favore di ulteriori gruppi target potrà essere aggiornata sulla base dell’andamento epidemiologico e della disponibilità di dosi.

(foto di Pixabay)

Per informazioni scrivere a: info@tfnews.it