Perù: Fujimori denuncia brogli. Contro il comunismo, per la libertà popolare

Keiko Fujimori continua ad urlare ai brogli elettorali. Dopo la sconfitta (8.779.709 per Fujimori contro 8.830.647 di Castillo), ‘Fuerza Popolar’ ha presentato 802 istanze di annullamento di voti di altrettanti seggi. Alla fine il Tribunale Nazionale Elettorale (JNE) ne avrebbe accolte, secondo i media peruviani, solo circa 200.

Fujimori, “Perù epicentro fra comunismo ed economia libera”

Il Perù è diventato l’epicentro di un confronto fra il comunismo e una economia libera, fra il controllo dei media e la libertà di espressione“. Spiega così le ragioni della sua lotta post elettorale, Keiko Fujimori, figlia dell’ex Presidente del Perù, Alberto Fujimori. E prosegue: “non è solo con Castillo, ma con il Partito comunista marxista-leninista ‘ Perú Libre‘”.

Fujimori, sinistra internazionale contro la volontà popolare

Il fujimorismo che 30 anni fa ha bloccato Sendero luminoso, oggi rappresenta tutti i peruviani nel tentativo di impedire che il Perù si converta in un Venezuela“, ha continuato la sfidante di Pedro Castillo. Quindi ha rincarato: “non si tratta di me, ma del fatto che in America latina il Perù è strategicamente e politicamente fondamentale, e perciò assistiamo a questo tentativo della sinistra internazionale di forzare una modifica della volontà popolare“.

Ha, infine, ricordato: “Sono stata in prigione tre volte, per oltre 16 mesi, lontana dalla mia famiglia. E questa esperienza così difficile mi ha dato la forza per dire alla sinistra radicale e al partito marxista-leninista ‘ Perú Libre’ che noi leveremo la nostra voce e che quello che vogliamo è che si rispetti la volontà popolare“.

 

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