“Io in attesa del primo vaccino da mesi”. Sfogo dei prenotati dimenticati

L’effetto Draghi continua a far crescere le prenotazioni per i vaccini. In queste ore solo tra Lazio e Lombardia le prenotazioni sono volate oltre 100 mila. Se ieri, 23 luglio, il dato dava un aumento di circa il 15% oggi siamo oltre il 200%. Ma quelli in attesa?

Il dato è, molto probabilmente, il risultato della voglia di tornare alla normalità, anche se “obbligati” dal green pass o meglio, come vorrebbe fosse chiamato dall’Accademia della Crusca che si è ribellata al termine anglosassone, “Certificato Covid“. Ma siamo davvero sicuri che questo aumento di prenotazioni sia davvero un risultato ottimale? 

Anzi ripropongo la domanda: siamo sicuri che questo risultato ottimale di prenotazioni possa essere evaso in breve tempo? Questo è quello che si chiedono molti italiani, sopratutto  coloro che sono da settimane, in alcuni casi da mesi,  in attesa della famosa chiamata dopo essersi prenotati.

Sapere che ora tutti vogliono vaccinarsi è fantastico, ma io mi sono prenotato il 12 maggio e ancora non mi hanno somministrato  nemmeno la prima dose. Quando chiamo mi dicono che sono a corto di vaccini e che devo aspettare”… così ci ha scritto un giovane di 32 anni su Instagram. Ma non è l’unico a lamentarsi dei ritardi dopo la prenotazione. Soprattutto nei social possiamo leggere centinaia di messaggi di persone stufe di aspettare e soprattutto di sentir parlare solo di prenotazioni. 

Ho scritto a Giulia V. in merito ad un suo sfogo scritto su un social: “Sembra che vi interessino solo le prenotazioni invece dei vaccini. Ora le avete e quindi?“. Le ho chiesto i perché del suo sfogo  e lei mi ha raccontato la sua storia.

Ho 45 anni mia madre ne ha 78, mia figlia più grande 21 e la piccola 17. Sono assolutamente a favore dei vaccini. Voglio che la mia famiglia sia vaccinata. Attualmente l’unico che lo ha ricevuto è mio marito. Lui è un insegnate. Ho fatto la prenotazione per mia madre ai primi di aprile. Ma ancora non so nulla. Per me ho fatto la prenotazione a metà maggio, ma anche con me silenzio assoluto. La grande dovrebbe trasferirsi a Milano per l’Università e onestamente non me la sento di mandarla a vivere li se non è vaccinata. Almeno la prima dose non mi sembra di chiedere troppo. La piccola non so nemmeno quando potrà prenotarsi.

Sono davvero contenta che siano aumentate le prenotazioni, ma non vorrei che ora quelli che si sono prenotati ora per andare in vacanza passino avanti a chi ne ha bisogno come mia madre ad esempio o a chi è mesi che è in attesa. Poi mi sono pagate fiorfiori di visite private anche per poter ricevere quelli più “critici” come Astrazeneca o J&J. Non ho nulla contro il Governo perchè capisco che loro oltre quello che fanno non possono fare. Ma queste case farmaceutiche non hanno firmato un contratto dove si impegnavano a inviare milioni di dosi? Come è possibile avere come risposte dai centri vaccinali “non abbiamo abbastanza scorte” ma scherziamo?

Infatti leggendo e contattando tante persone stufe di rimanere in attesa, la domanda che ci si pone  è:  “come mai i giornali e le TV non parlano dei ritardi di consegna? Perchè invece di continuare con il terrore mediatico non iniziano a scrivere delle aziende farmaceutiche che non rispettano i patti e i contratti?“. Le ultime notizie in merito sono dei primi giorni di luglio.

L’Umbria ha sospeso le prime dosi per agosto; la Puglia ha spostato di 7 giorni le prenotazioni degli under 50 nel 90% dei casi; in Campania, le somministrazioni sono rappresentate da richiami. La regione ha inoltre segnalato una flessione del 38% delle forniture che viene considerata eccessiva da Figliuolo; l’Emilia Romagna potrebbe decidere il fermo alle prenotazioni da metà agosto per chi ha meno di 60 anni. La Toscana ha predisposto 7 giorni di sospensione per le prenotazioni di agosto e settembre in attesa di nuove forniture, mentre in Lombardia il programma resta lo stesso forte di una promessa da 1 milioni di dosi ad agosto.

Il Lazio ha interrotto le prime dosi di una o due settimane; le dosi disponibili di Pfizer non bastano e slitta la prima somministrazione per 100mila persone. A ribadirlo in un’intervista a “La Repubblica“, è stato l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, il 28 giugno. “Rispetto alle prenotazioni già fatte, fino al 15 luglio a noi mancano circa 100mila dosi di Pfizer per rispettare il fabbisogno di chi si è prenotato per la prima dose della vaccinazione“.

 

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