Banche reggono bene dopo Covid, ma su MPS nuova inchiesta

Le banche italiane hanno retto l’urto del Covid, compresa Mps che, tra le banche maggiori, nei primi sei mesi dell’anno registra alcuni numeri chiave migliori delle altre. Lo rivela una ricerca dell’Ufficio studi di First Cisl sui bilanci di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Banco Bpm e Bper, con l’altra grande ‘promessa sposa’, cioè Carige, che resta fuori da questo radar per questioni di dimensione, ma che guarda con molta attenzione al processo di consolidamento del settore che diversi analisti vedono ormai alla porte.

Mps resta al centro del dibattito politico, con Salvini e Gasparri che attaccano soprattutto il ruolo del presidente di Unicredit Padoan, ex parlamentare del Pd e ora Presidente  della banca che dovrebbe assorbire l’istituto senese. Nello studio comunque il Monte mostra buoni segnali, con “una chiara capacità di sviluppo dei ricavi (+7,7%), dovuta anche all’aumento delle commissioni nette (+ 8,7%), che rappresentano il 56,3% del margine primario, il valore percentuale più elevato tra le cinque banche”. E i ricavi di Siena vedono un “andamento significativamente migliore di quello previsto dagli stress test nello scenario base per il 2021”.

Intanto su Mps si registra una nuova indagine a Milano. La Procura del capoluogo lombardo infatti ha avviato un procedimento penale sui fondi per i rischi legali. False comunicazioni sociali e manipolazione del mercato i reati ipotizzati dal pm Paolo Filippini, al lavoro per stabilire se i fondi per affrontare le cause e pagare gli eventuali risarcimenti – cifre che possono incidere in maniera consistente sui bilanci – siano o meno adeguati. Il riferimento, come riporta il quotidiano la Repubblica, è all’esercizio di bilancio dello scorso anno e, in particolare, alla semestrale del 30 giugno 2020 e alla trimestrale del 30 settembre. L’inchiesta, che ha mosso i primi passi a gennaio, nasce dagli esposti – sette in tutto – presentati dal finanziere Giuseppe Bivona, a capo del fondo Bluebell.

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