Tratta di esseri umani e sfruttamento del lavoro. Sei fermi tra Italia e Moldavia

Questa mattina la Squadra Investigativa Comune composta dalla Repubblica Italiana e quella Moldava ed in particolare dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, dalla Procura di Chisinau, da11’Arma dei Carabinieri del Comando Provinciale di Potenza e del Reparto Operativo Nucleo Investigativo e del Comando per la Tutela del Lavoro di Roma, dalla Polizia Moldava, con l’indispensabile cooperazione fornita da Euiojust, ha eseguito, contestualmente, in Basilicata, un decreto di fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza nei confronti di sei soggetti, cinque cittadini moldavi e un italiano, tutti gravemente indiziati di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani e sfruttamento del lavoro.

I soggetti attinti dal fermo emesso dalla D.D.A. di Potenza si identificano in Valentina Duca, Mircea Axenti, Lilia Ixenti , Laura Papa, Ugo Caivano e Mariana Cristea, quest’ultima rintracciata e arrestata a Padova.

L’attività d’indagine ha sviluppato due diverse indagini. La prima, storica sperimentazione, da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, dello strumento della Squadra Investigativa Comune che, nel contesto dell’operazione denominata “W0W0n TrdnsfeZ’, ha permesso di intessere una proficua sinergia operativa con l’Autorità Giudiziaria di un altro paese europeo, mediante lo scambio di informazioni ed elementi d’indagine raccolti da ciascuno degli Uffici anche attraverso il raccordo garantito da Eurojust e dalle forze di polizia italiane e moldave, in ciò abilmente supportate da Europol che ha consentito alle diverse Procure di operare anche in territorio estero, fianco a fianco con gli inquirenti di altro paese.

Il quadro indiziario relativo allo sfruttamento lavorativo è stato acquisito anche attraverso una attenta osservazione dell’orario di impiego delle donne risultato gravemente difforme rispetto alle vigenti disposizioni del CCNL di categoria, in quanto in molti casi le stesse venivano impiegate h/24 con rinuncia al riposo giornaliero ed al riposo settimanale.

Sono stati acquisiti elementi indiziari considerati gravi dagli inquirenti che evidenziano la capacità organizzativa del sodalizio, che nel solo periodo compreso tra gennaio e maggio del corrente anno, ha effettuato ben sedici viaggi tra l’Italia e la Moldavia, malgrado le restrizioni alla circolazione delle persone imposte dall’emergenza sanitaria in atto. Tale capacità organizzativa si è espressa anche attraverso la meticolosa cura della logistica, essendo emersa la costante disponibilità di una sorta di taxista, Ugo Caivano, impegnato nel garantire gli spostamenti delle badanti secondo le disposizioni di Duca Valentina.

Durante le indagini è stato possibile quantificare un numero complessivo di ottantasette vittime.

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