pagamenti innovativi

Pagamenti digitali da record in Italia, ma rimane ampio il distacco con gli altri Paesi Europei

327 miliardi di euro: è questo il volume complessivo dei pagamenti innovativi registrati in Italia lo scorso anno, fotografato nell’analisi curata dall’Osservatorio sui pagamenti innovativi del Politecnico di Milano.

Una cifra considerevole, addirittura superiore alle pur ottimistiche previsioni in precedenza formulate, che stimavano il raggiungimento del tetto di 311 miliardi di euro, a conferma di una dinamica particolarmente accentuata di queste modalità di pagamento nel 2021. Sempre in questa analisi va sottolineato che,  con una quota del 38% di pagamenti digitali registrati sul totale di quelli effettuati, in Italia quasi 4 euro ogni 10 transatti passano attraverso questi canali innovativi.

A contribuire allo sviluppo di questa tendenza vi è sicuramente la diffusione crescente nel nostro Paese di smartphone e di wearable, ossia  di tutti quei dispositivi che si indossano solitamente sul polso, con funzioni di notificazione collegate con gli smartphone (oltre alle altre, relative al fitness).

Un fenomeno, che, certamente, affonda le sue origini nella Direttiva Europea 2015/2366 di liberalizzazione del Sistema dei pagamenti – PSD2,  che si è tradotta sul piano concreto nell’ingresso di nuovi operatori, in grado di accentuare il livello di concorrenzialità, con vantaggi per i consumatori, in termini di condizioni praticate, e per gli esercenti, sotto forma di una struttura commissionale flessibile e, non più, soltanto fissa.

Se, però, si allarga il fronte dell’analisi al più ampio contesto europeo, emerge che l’Italia, nonostante questa dinamica positiva, continua a registrare, in tema di pagamenti innovativi, un considerevole divario rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea, classificandosi al 25° posto e precedendo, soltanto, Romania e Bulgaria.

Probabilmente, anche, per questa situazione di ritardo nei confronti delle altre realtà nazionali c’è chi, come Enst Young, in una sua analisi svolta tra i diversi operatori, riporta che nel 70% degli intervistati c’è la convinzione che vi siano margini di ulteriore crescita per i pagamenti innovativi nel nostro Paese, con un innalzamento della loro quota da qui al 2025 fino al 50%  sulla massa complessiva delle transazioni.

Una stima, certamente, positiva, che potrà realizzarsi, se nel frattempo si sarà intervenuti adeguatamente nella soluzione di alcune fondamentali criticità: dalla puntuale rilevazione delle frodi di pagamento, alla tempestiva segnalazione di operazioni di riciclaggio; dall’approntamento di un’aggiornata compliance normativa, all’impegno in investimenti tecnologici a supporto delle infrastrutture delle piattaforme digitali.

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