Ucraina il punto

Ucraina (26 giugno – ore 10) – Il punto sulla guerra

La Russia torna a colpire Kiev con i suoi missili. Un attacco nelle prime ore di oggi: diverse esplosioni sono state udite stamattina nella capitale ucraina. Colpiti almeno due edifici residenziali nel distretto di Shevchenko, riferisce il Sindaco di Kiev, Vitali Klitschko.

Ci sono almeno due feriti già trasportati in ospedale mentre altri sono ancora intrappolati sotto le macerie. I soccorritori stanno lavorando per liberare le persone, ha aggiunto Klitschko per poi annunciare che “hanno tirato fuori una bambina di sette anni. E’ viva. Ora stanno cercando di salvare sua madre”, riporta il Guardian.

Un condominio di nove piani è stato colpito, ha detto Anton Herashchenko, Consigliere del Ministro degli interni ucraino. Ha aggiunto che un altro razzo ha colpito il terreno di un asilo. Secondo il Parlamentare ucraino Olexiy Honcharenko sarebbero 14 i razzi lanciati dalle truppe russe contro la città e l’area circostante. Finora né l’esercito ucraino né quello russo hanno commentato.

NYT, forze speciali in azione in Ucraina da Regno Unito, Francia, Canada e Lituania

Il New York Times, in un report basato sulle informazioni fornite da 3 fonti, riferisce che decine di commando, da Regno Uniti, Francia, Canada e Lituania, hanno operato all’interno dell’Ucraina. Gli Stati Uniti hanno ritirato i propri 150 istruttori miliari prima dell’inizio della guerra a febbraio. Secondo il NYT, i reparti di forze speciali provenienti da paesi NATO sono rimasti in Ucraina o sono entrati e usciti dal Paese.
I commando, scrive il quotidiano, sarebbero stati impegnati nell’addestramento delle truppe ucraine e avrebbero fornito indicazioni per l’impiego di armi sul campo. Le forze speciali degli Stati Uniti, si legge, hanno creato un ‘hub’ della coalizione in Germania per pianificare e coordinare l’assistenza militare alle truppe ucraine. La ‘cellula’, per usare la parola utilizzata dal New York Times, si è allargata fino a comprendere 20 nazioni ed è strutturata sul modello già impiegato dagli Usa e dagli alleati Nato in Afghanistan.

Zelensky: fase della guerra “spiritualmente difficile”: “durerà a lungo”

Riavremo tutte le nostre città: Severodonetsk, Donetsk, Luhansk. Le riavremo tutte”. Lo ha affermato il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo intervento video serale, in cui ha ammesso la difficoltà della gestione della guerra con la Russia. “Questa fase della guerra è spiritualmente difficile, emotivamente difficile: non abbiamo la sensazione che durerà a lungo”, ha affermato, spiegando che non è possibile sapere “quanti altri colpi, perdite e sforzi saranno necessari prima di vedere la vittoria all’orizzonte”.

Zelensky ha rinnovato la richiesta di armamenti, sottolineando che “i moderni sistemi di difesa aerea di cui dispongono i nostri partner non dovrebbero essere nei campi di addestramento o in deposito, ma in Ucraina, dove sono necessari ora, ne abbiamo bisogno più che in qualsiasi altra parte del mondo”.

Le parole del Presidente arrivano dopo quelle del Capo dell’intelligence militare ucraina, Generale Kyrylo Budanov, certo che l’Ucraina sconfiggerà la Russia e tornerà ai suoi confini del 1991. Intervistato da Itv, Budanov ha ribadito che ad agosto ci sarà una svolta e prima della fine dell’anno i combattimenti cesseranno. Ma intanto l’Ucraina ha bisogno delle armi e del sostegno occidentale.

Il ritiro da Severodonetsk è una decisione “tattica“, “per ottenere una vittoria strategica, il nostro comando ha deciso di raggrupparsi su nuove posizioni. Personalmente ritengo sia una decisione giusta”, ha detto. “L’Ucraina tornerà ai suoi confini del 1991, non ci sono altri scenari”, ha proseguito, riferendosi dunque anche alla Crimea e le due repubbliche separatiste. “A partire da agosto ci saranno alcuni eventi, e dimostreranno al mondo intero che sta iniziando la svolta – ha affermato ancora Budanov -. L’ho già detto e lo ripeto. Prima della fine dell’anno, i combattimenti attivi si ridurranno a praticamente nulla. Ne siamo certi. Riprenderemo il controllo dei nostri territori nel prossimo futuro”.

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