sistema bancario italiano

Il percorso sfidante del sistema bancario italiano

Nell’Assemblea dell’Associazione Bancaria Italiana della scorsa settimana il Governatore Visco ha illustrato con la consueta efficacia le principali sfide che attendono il sistema bancario italiano nel suo complesso nel prossimo futuro. Eccole.

La prima sfida origina dall’esperienza della crisi pandemica da Covid’19,  che ha evidenziato la necessità di un accrescimento dello spazio macroprudenziale a disposizione delle Autorità monetarie “con l’obiettivo di ampliare la quantità di riserve rilasciabili a fronte di shock sistemici ampi e dirompenti che potrebbero andare oltre la fluttuazione ciclica”. Un aspetto di grande delicatezza per il quale il Governatore, alla luce della eterogeneità dei mercati creditizi nazionali e immobiliari nazionali in ambito europeo, ha rivendicato la potestà delle singole Autorità monetarie dei diversi Paesi nel configurare, attivare e calibrare gli appositi strumenti di intervento.

Una seconda sfida cruciale concerne, poi, la doppia transizione tecnologica e verde. Quanto alla prima è indispensabile puntare sull’aumento degli investimenti in nuove tecnologie, sull’innovazione di prodotto e di processo e sull’adeguamento delle conoscenze dei dirigenti e dipendenti. Elementi cruciali, che devono essere accompagnati da un rafforzamento dei presidi di governo societario a fronte dei rischi legati all’esternalizzazione della valutazione del merito del credito e alla tutela dei diritti individuali; il tutto – è bene rammentarlo – in un contesto, in cui le banche lo scorso anno hanno accresciuto sensibilmente la quota di prestiti erogati in modalità digitale (44% del totale per le famiglie, 25% per le imprese).

Rimanendo sul versante tecnologico, emergono, anche, le attenzioni richieste alle banche in tema di sicurezza e prevenzione contro gli attacchi cibernetici, di valutazione delle criptoattività e dei loro differenti livelli di rischiosità, nonché e di sviluppo dell’open banking, cioè della condivisione tra gli intermediari delle informazioni sui clienti.

Quanto alla seconda transizione, quella attinente ai cambiamenti climatici,  se  è significativa la loro inclusione in termini di valutazione di rischiosità nelle informazioni acquisite nell’ultimo stress test della Banca Centrale Europea, appare, invece, ancora lungo il lavoro per gli intermediari “per tenere pienamente conto degli effetti dei cambiamenti climatici nei loro modelli e nei piani di sviluppo di medio e lungo termine”.

Una terza sfida, apparentemente dal sapore più tradizionale, ma sempre viva, concerne, infine, l’ambito della prevenzione e del contrasto del riciclaggio; un ambito, che sta richiedendo al sistema bancario una rinnovata attenzione, legata al possibile utilizzo delle misure di sostegno all’economia predisposte dal Governo da parte della criminalità organizzata.

(Foto: Agenzia Dire)

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