Le possibilità per salvare il Governo Conte

La disperata ricerca dei voti decisivi per salvare il  Governo  al Senato , martedì 19 gennaio giorno in cui è in programma la conta decisiva, si ferma al di sotto della quota necessaria per ottenere la maggioranza assoluta. Anzi, tecnicamente, ad oggi non arriva più a 155 ma si ferma a 151: mancano dieci senatori e non sei. Ma intanto, nel silenzio che precede le grandi occasioni, fervono i contatti per trovare una possibilità di salvezza per il Governo.

Una possibilità  è quella di un gruppo centrista ispirato al Ppe. O meglio, che abbia l’imprimatur del Partito Popolare Europeo. Tutti gli indizi portano al partito centrista, l’Udc, che al Senato è in sodalizio con Fi: attualmente formano un gruppo unico. Ma l’Udc, racconta all’Adnkronos chi lavora in prima linea per mettere in salvo il Conte bis o dare luce al Conte ter, potrebbe nei prossimi giorni diventare ‘Ppe-Udc’, staccarsi dai forzisti e diventare così una nuova costola del Governo  guidato da Giuseppe Conte. Si prospettano anche  altre due soluzioni . Quella   del Psi, che vive il difficile travaglio interno del simbolo condiviso con Matteo Renzi e la sua Iv: un distacco che suonerebbe come uno schiaffo all’ex premier.


 L ‘altra ,la nascita della nuova componente “ Maie-Italia 23”

Con una nota, diffusa alle Agenzie è stato il Senatore Riccardo Merlo  ad ufficializzarne la nascita a  Palazzo Madama .Per  ‘‘offrire una prospettiva politica per il futuro, per poter costruire un percorso di rinascita e resilienza, nell’interesse dell’Italia, soprattutto in un momento così difficile come quello che stiamo vivendo”. L’obiettivo, infatti, dicono, ” è creare un contenitore ora per un progetto politico di centro a lungo termine, che non si esaurisca con questa legislatura ma ‘vada oltre’. Sempre con Conte come punto di riferimento. Che un giorno, chissà, potrebbe persino trovare sostanza nella ‘lista del Presidente’ alle prossime politiche.

Un progetto “a lunga scadenza”

Quindi , non il pretesto per offrire una semplice ‘stampella’ per la sopravvivenza del Conte bis o la formazione di un Conte ter. “Nessuno, vuole fare un’operazione di scilipotismo collettivo”, dice a mezza bocca uno dei ‘costruttori‘ al lavoro per raccogliere più adesioni possibili entro lunedì, quando Conte andrà a riferire in Parlamento sulla crisi dopo lo strappo di IV. L’input è fare presto. Anche perché la ‘controffensiva’ del Centrodestra, Salvini in particolare e Renzi, per stoppare i ‘responsabili’ pronti a staccarsi, è già stata lanciata.

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