Brandizzo: due indagati, non si esclude il dolo

Sono due le persone iscritte al registro degli indagati per la strage di Brandizzo, costata la vita a 5 operati investiti da un treno mentre lavoravano sulla tratta ferroviaria Milano Torino.

Si tratta di un 46enne addetto di Rfi al cantiere in cui lavoravano le vittime della società Sigifer, e di un 52enne capocantiere della Sigifer, collega delle cinque vittime, salvo per miracolo. Secondo le ipotesi della procura l’addetto di Rfi al cantiere avrebbe dovuto impedire agli operai di attendere il passaggio del treno che li ha travolti, le ipotesi di reato per cui indaga la Procura di Ivrea sono quelle di omicidio plurimo e disastro ferroviario.

Al momento non si esclude il dolo eventuale: “Dalle prime indagini emergono gravi violazioni della procedura di sicurezza”, ha dichiarato la procuratrice Gabriella Viglione. La Procura, infatti, sta cercando di  “verificare se può essere considerata sicura la procedura complessiva, perchè quanto accaduto ha reso palese che il meccanismo di garanzia non era sufficiente a tutelare un lavoro così delicato in una sede pericolosa come quella dei binari ferroviari”, ha concluso la Viglione.

Gli inquirenti sostengono che se le regole fossero state seguite pedissequamente si sarebbe potuta evitare la tragedia.

La Procura sta al contempo ascoltando i due macchinisti che erano nella cabina di guida del treno che ha investito e ucciso i cinque operai, sentite come come persone informate sui fatti.


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