Il 13 giugno 1981 finiva tragicamente la vicenda di “Vermicino”

Il tragico episodio segnò una svolta per la creazione della Protezione Civile nazionale. Oggi il  Dipartimento della Protezione Civile è alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma per arrivare all’attuale moderno sistema di protezione civile nazionale, la Rampi e Giuseppe Zamberletti hanno combattuto una lunga e duratura battaglia,  soprattutto per l’iter che servì. varare una legge dello Stato passata  attraverso la Camera e il Senato più volte e ogni volta con degli emendamenti.


Oggi il sistema italiano dei soccorsi è uno dei migliori al mondo e come ribadisce il Capo Dipartimento nell’intervista allegata,  la  Protezione Civile italiana viene molto spesso coinvolta nelle missioni di soccorso pubblico per le grandi emergenze all’estero. Tuttavia, nonostante la ricca e intensa campagna di prevenzione svolta dalla Protezione Civile Nazionale attraverso le diramazioni regionali, provinciali e locali, resta ancora molto  da fare nel campo della prevenzione. essendo l’Italia  un territorio in gran parte interessato dal dissesto idrogeologico

Di seguito l’intervista al Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio.

 

Daniele Biondo, dirigente del Centro Rampi e testimone in presa diretta, ha detto queste parole in una lunga intervista rilasciata al quotidiano l’Avvenire: «Sono passati 11 anni perché dalla tragedia di Alfredino si arrivasse alla legge che ha poi istituito il Sistema di Protezione Civile, anche se occorre ricordare che già pochi mesi dopo la vicenda di Vermicino il Presidente della Repubblica Pertini raccolse l’appello di Franca Rampi che denunciò subito la disorganizzazione e la confusione dei soccorsi, dicendole: «Signora, per lei ho creato un ministero, quello della Protezione Civile, che prima non esisteva» e mettendovi alla guida una persona competente e capace come Franco Zamberletti, commissario fino all’anno prima per il terremoto dell’Irpinia».

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