Paralimpiadi – Due atleti afghani fuggiti da Kabul sono arrivati a Tokyo

Sono finalmente arrivati a Tokyo i due atleti paralimpici di nazionalità afghana che adesso potranno partecipare alle Paralimpiadi 2020.

È arrivata la conferma ufficiale con un comunicato congiunto del Comitato Internazionale Paralimpico (Ipc) e del Comitato Paralimpico Afghano: i due atleti fuggiti da Kabul all’inizio di questa settimana e in un primo  momento dati erroneamente per rifugiati in Australia, sono in realtà stati accolti negli scorsi giorni dal Governo francese.

Infatti, dopo essere stati trasportati in salvo ed essere stati costretti a saltare la Cerimonia d’apertura della Paralimpiade, i due atleti hanno trascorso la settimana a Parigi, in Francia, in un centro di allenamento del Ministero dello Sport.

Ieri sera la partenza verso Tokyo, con un volo dall’aeroporto Charles de Gaulle fino allo scalo di Haneda a Tokyo, quindi l’arrivo al Villaggio paralimpico.

Zakia e Hossain

Zakia sarà la prima atleta donna afghana a partecipare alle Paralimpiadi da Atene 2004 a oggi. Gareggerà il prossimo 2 settembre nel taekwondo, categoria K44-49 kg.

Hossain, invece, sarà di scena il giorno successivo ,3 settembre, nelle batterie dei 400m T47.

Per poter partecipare ai Giochi rispettando i protocolli per evitare la diffusione del Covid, i due atleti afghani hanno dovuto sottoporsi ai due test molecolari, uno 96 ore e l’altro 72 ore,  prima di volare in Giappone.

I due atleti dovranno rispettare il silenzio stampa

Né i due atleti né il Capo missione saranno disponibili per le interviste al termine delle loro gare e non transiteranno in zona mista perché dovranno rispettare il silenzio stampa, anche per evitare ritorsioni sulle loro famiglie e i loro cari.

“Il potere dello sport è quello di unire le persone in pace”

Il Presidente del Comitato Paralimpico Internazionale, Andrew Parsons, ha dichiarato”Come tutti gli atleti qui a Tokyo 2020, non abbiamo mai perso la speranza e ora avere Zakia e Hossain nel Villaggio Paralimpico insieme agli altri 4.403 paralimpici dimostra il potere dello sport di unire le persone in pace“.

La loro partecipazione è un forte messaggio di speranza

Quella che ha permesso ai due afghani di arrivare a Tokyo, ha aggiunto Parsons “è stata un’importante operazione globale: la nostra priorità numero uno è e sarà sempre la salute e il benessere di entrambi gli atleti. Negli ultimi 12 giorni, Zakia e Hossain hanno continuato a esprimere il loro assoluto desiderio di venire a Tokyo. Ora possono realizzare i loro sogni, inviando un forte messaggio di speranza a tanti altri nel mondo“.

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