Si accende nuovamente in Italia un faro d’attenzione sul settore dei giochi e delle scommesse

Mentre in Italia si guarda con attenzione da parte delle Istituzioni alle modalità di utilizzo della prima tranche di fondi distribuiti dalla Commissione Europea, 24,9 miliardi di euro pari al 13% dell’ammontare  complessivo previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, non accenna a diminuire l’allarme ripetutamente lanciato sul pericolo di infiltrazioni della criminalità organizzata, pronta a sfruttare questa opportunità per allargare e arricchire ulteriormente il perimetro e il fatturato delle proprie attività illegali. Parallelamente  si mantiene sempre viva l’attenzione su alcuni settori di attività economica tradizionalmente più esposti all’interesse delle organizzazioni criminali , come quello dei giuochi e delle scommesse.

Un interesse, che si spiega con la dimensione del fatturato di questo settore che, complice anche la Pandemia da Covid ’19 e i momenti collegati di lockdown,  ha conosciuto un ulteriore incremento del giro d’affari. Secondo le ultime statistiche disponibili la raccolta complessiva del settore giochi e scommesse è passata dagli oltre 47 miliardi di euro del 2008 ai 110,5 miliardi di due anni fa, registrando, in particolare, un fatturato di oltre 36 miliardi di euro per il gioco a distanza.

Cifre sicuramente impressionati, ma che sono destinate inevitabilmente a lievitare per gli accennati effetti pandemici e, conseguentemente, a rinforzare gli appetiti di quanti propongono giochi e scommesse illegali, oppure, rimanendo apparentemente nel settore della legalità, vi si infiltrano con intenti criminali.

In questo contesto il rafforzamento dei controlli e delle altre misure previsti da una recente Circolare predisposta dal Comando Generale della Guardia di Finanza, diretto dal Generale Giuseppe Zafarana, se da un lato tende a tutelare gli operatori della filiera regolare, nonché gli stessi giocatori dal cadere nella trappola di proposte illegali e prive di garanzia; dall’altro accende un faro d’attenzione, sia sulle sale giochi, che stanno registrando una graduale riapertura, per contrastare la possibile manomissione degli apparecchi,  un fenomeno che si concretizza attraverso l’utilizzo di software illegali in grado di produrre alterazioni nei normali sistemi di gioco; sia sui numerosi siti non autorizzati, la cui nascita non sembra proprio arrestarsi.

L’obiettivo di questa rinnovata attenzione verso il settore dei giochi, al di là di favorire un suo sviluppo nell’ambito della legalità, è anche l’individuazione di anomalie, che sono indice di reati da contrastare efficacemente e perseguire giudizialmente, quali l’ evasione fiscale, il riciclaggio e l’ autoriciclaggio di denaro sporco.

Condividi
Per informazioni scrivere a: info@tfnews.it