Salvini e il sogno di un grande partito unico di CD in stile USA

“Il centrodestra si ricostruisce, non c’è problema”. Sono le parole del leader della Lega, Matteo Salvini, ad un passo dall’inizio del Consiglio federale di partito in corso. Dichiarazione che giunge dopo quella di ieri ovvero la visione di un nuovo Centrodestra unificato, un’ala politica del tipo Partito Repubblicano USA.

Per il professor Gregory Alegi della LUISS di Roma non si tratterebbe di altro che di “un’affermazione fatta per la tv o la radio”: una dichiarazione che punta a “l’effetto slogan”. Questo perché – nell’analisi tecnica del professore – è molto complicato calare il modello americano nella politica italiana. Certo, da una parte è comprensibile – alla luce di quanto avvenuto la scorsa settimana, non ultimo – il desiderio di un grande fronte unito. Il professor Alegi però si sente di ricordare che negli USA “il concetto di partito è molto diverso dal nostro”. “Di fatto la struttura permanente di partito è una struttura tecnico amministrativa molto leggera, un po’ simile alla prima Forza Italia – spiega – senza politici di professione ma con un capo carismatico che è il Presidente in carica e basta: negli anni in cui non si ha il Presidente il partito è abbastanza sullo sfondo e c’è una pluralità di Senatori, Governatori personaggi che alimentano il dibattito”.


 

Il CD è pronto per un grande fronte politicamente inteso?

Oltre il versante meramente organizzativo – inclusività o meno – c’è l’aspetto politico da mettere al centro della riflessione. Il professor Alegi chiarisce come “Salvini intendesse fare riferimento ai contenuti del Partito Repubblicano che negli anni trumpiani, senza discutere se lui li abbia portati o sia stato il risultato di questa mutazione genetica del partito, è diventato un partito estremamente di destra, nemmeno un partito di conservatori, probabilmente di reazionari”. “Questo è il ritratto del Partito Repubblicano USA oggi e non è il ritratto di un centrodestra moderato – è il ragionamento di Alegi. Al di là delle considerazioni critiche di fatto spiega Alegi “è un ritratto che escluderebbe quello che resta di Forza Italia e si calza a pennello su Fratelli di Italia, e non mi sembra un partito in cui si possa riconoscere un Giorgetti”.

Non è difficile pensare che in questa visione Matteo Salvini pensi di vestire egli stesso il ruolo di leader massimo del partito unico di Centrodestra o coalizione che si voglia dire, all’italiana. Ma al di là delle dichiarazioni rapide è lecito chiedersi quanto poi politicamente questa grande ala sia in effetti pronta a compattarsi. Salvini resta anche qui fiducioso. Spiega commentando la posizione ormai critica di Giorgia Meloni che l’idea è una grande inclusività politica: Io lavoro per unire, non dico mai di no a nessuno. Aggiungendo “ognuno fa le sue scelte, ma io non uso aggettivi che altri usano per me”.

Infine, su Berlusconi: “Al di là della politica sono contento di aver riabbracciato un amico che ha passato dei brutti momenti. La cosa bella di ieri è stata quell’abbraccio” ha detto, dopo l’incontro avuto ieri con il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi. “Farò le mie valutazioni su tutto. Non voglio litigare con nessuno”, ha aggiunto.

(foto di Adnkronos)

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