Effetti delle sanzioni sulle attività spaziali condivise da USA, Europa e Russia

Pochi giorni fa il Presidente Biden aveva annunciato gravi ripercussioni delle sanzioni imposte alla Russia anche sulla collaborazione con  gli Stati Uniti.

Umberto Guidoni, primo astronauta europeo a lavorare sulla  Stazione Spaziale Internazionale, intervistato dai Rai News24,  afferma che è triste sentire che a causa della guerra in corso ci potrebbero essere importanti ripercussioni sulla ISS, non tanto sulle missioni in corso quanto su quelle programmate. Vedere russi e americani collaborare nello spazio – afferma Guidoni – era la conferma e il simbolo che la cosiddetta Guerra Fredda era un. ricordo”. La missione sulla I.S.S, quindi, non ha solo uno scopo e un significato scientifico, ma anche politico.

Secondo Guidoni , “senza la collaborazione dei russi e senza il modulo russo che contiene il vano motori, la Stazione Spaziale non può funzionare,  e quindi se la Russia si ritira,  il futuro della ISS è a rischio”.

La ISS è un grande laboratorio  – precisa Guidoni – dove si fanno ricerche che sulla terra sarebbero impossibili. Richiede sistemi di ricerca tecnologica molto sofisticati che sono segreti e le tecnologie utilizzate per utilizzarli sono beni prodotti anche in Russia e sono tra quelli più colpiti dalle sanzioni”.

C’è un progetto comune a forte partecipazione italiana e realizzato insieme ai russi che riguarda l’esplorazione di Marte. Il progetto di Exon Mars riguarda una sonda robotica progettata e realizzata dall’Agenzia Spaziale russa e dalla NASA. Guidoni  aggiunge che  “Exon Mars slitterà sicuramente a fronte delle sanzioni slitterà forse anche di due anni”.

In questo momento ci  sono due cosmonauti russi sulla stazione spaziale, ma secondo Guidoni la guerra non avrà nessuna conseguenza sulla vita a bordo dei diversi astronauti.

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