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Russia, l’oppositore Kara-Murza condannato a 25 anni di carcere

L’oppositore russo Vladimir Kara-Murza è stato condannato a 25 anni di carcere, esattamente quanto chiesto dall’accusa al termine del processo. Un processo che lo storico, giornalista ed esponente politico aveva paragonato, nella sua dichiarazione finale, a quelli degli anni ’60, ’70, ma anche ’30. Kara-Murza aveva subito due tentativi di avvelenamento nel 2015 e nel 2017.

Kara-Murza era stato accusato di tradimento, di aver diffuso notizie false sulle forze armate e di aver lavorato per una organizzazione indesiderabile. Dopo la morte in carcere di Sergei Magnitsky nel 2009, insieme a Nemtsov, aveva operato negli Stati Uniti per convincere il Congresso a introdurre il Magnitsky Act, la legge con le sanzioni individuali (congelamento dei beni e bando a concessione dei visti) contro coloro che in Russia si macchiano di violazioni dei diritti umani, a partire dai funzionari coinvolti nel caso Magnitsky, una legge che ha colpito fra i molti altri anche il giudice che oggi ha pronunciato la sentenza a suo carico.

(foto di Pixabay)

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