Dalla guerra in Ucraina ai migranti, un lungo discorso quello della Premier Giorgia Meloni, intervenuta stanotte durante l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York.  Pubblichiamo di seguito un riassunto del suo intervento.

Assemblea Onu, Meloni: “Contrastare i trafficanti di esseri umani”

Dalla guerra in Ucraina ai migranti, un lungo discorso quello della Premier Giorgia Meloni, intervenuta stanotte durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York.  Pubblichiamo di seguito un riassunto del suo intervento.

“È un onore, per me – ha iniziato la Permier – rappresentare l’Italia di fronte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Un onore che, tuttavia, non è leggero come il privilegio, ma pesante come pesante è la responsabilità. Perché noi viviamo un’epoca complessa, fatta di emergenze e mutazioni continue, e non possiamo permetterci il lusso delle frasi di circostanza, dei principi decantati ma non attuati, delle scelte facili in luogo di quelle giuste. Dobbiamo tornare al senso profondo di ciò che ha dato vita a questo luogo, la Comunità delle Nazioni e dei popoli che si riconoscono nella Carta delle Nazioni Unite del 1945, nata per trovare soluzioni condivise che potessero garantire pace e stabilità”.

La guerra in Ucraina

“La guerra di invasione russa dell’Ucraina – dice la Meloni – ci racconta esattamente questo. Che di fronte a chi vorrebbe riportarci al tempo delle guerre di dominio e di stampo neo-imperialista del quale pensavamo di esserci liberati nel secolo scorso la Ragione può ancora avere la meglio, e che l’amore di Patria, il valore della Nazione, può ancora essere difeso oltre l’inimmaginabile.
L’Italia ha scelto chiaramente da che parte stare. Lo ha fatto per senso di giustizia. Lo ha fatto perché è consapevole di quanto sarebbe difficile governare un mondo nel quale ha avuto la meglio chi bombarda le infrastrutture civili sperando di piegare un popolo con il freddo e il buio, chi utilizza come arma l’energia e ricatta le Nazioni in via di sviluppo impedendo di esportare il grano, la materia prima indispensabile per sfamare milioni di persone. Le conseguenze del conflitto in Ucraina travolgono tutti come in un domino, ma impattano soprattutto sulle Nazioni del sud del mondo. È una guerra mossa non solo contro l’Ucraina, ma contro le Nazioni più povere”.

L’Africa e i migranti

“L’attenzione dell’Italia – continua la Premier – è rivolta particolarmente verso l’Africa. Sono i trafficanti di esseri umani che organizzano la tratta dell’immigrazione illegale di massa. Il punto è che combattere le organizzazioni criminali dovrebbe essere un obiettivo che ci unisce tutti, e che investe anche le Nazioni Unite, che investe anche questo luogo. Perché davvero una organizzazione come questa, che afferma nel suo atto fondativo “la fede nella dignità e nel valore della persona umana” può voltarsi dall’altra parte di fronte a questo scempio? Davvero possiamo fingere di non vedere che oggi al mondo non esiste attività criminale più profittevole del traffico di migranti, quando proprio i rapporti Onu certificano come questo business abbia raggiunto per volumi di denaro il traffico di droga, e ampiamente superato quello delle armi?”.

L’invito all’ONU

“Davvero questa Assemblea, che in altri tempi ebbe un ruolo fondamentale nel debellare definitivamente quel crimine universale che era la schiavitù, può tollerare che torni oggi sotto altre forme, che si continui a mercificare la vita umana, che vi siano donne portate in Europa a prostituirsi per ripagare debiti enormi contratti con i trafficanti, o uomini abbandonati nelle mani della criminalità organizzata? Io penso di no, e sono convinta che sia dovere di questa organizzazione rifiutare ogni ipocrisia su questo tema e dichiarare una guerra globale e senza sconti ai trafficanti di esseri umani. Ma per farlo dobbiamo lavorare insieme a ogni livello, e l’Italia intende essere in prima fila su questo fronte”.

La proposta sull’Africa

“Con il Processo di Roma, avviato a luglio con la Conferenza su Migrazioni e Sviluppo, abbiamo coinvolto le nazioni mediterranee e diverse nazioni africane su un processo che si snoda lungo due direttrici fondamentali: sconfiggere gli schiavisti del terzo millennio da un lato, e affrontare le cause alla base della migrazione dall’altro. Bisogna avere il coraggio di dire le cose come stanno. L’Africa non è un continente povero. È al contrario un continente ricco di risorse strategiche. L’Africa non è un continente povero, ma è stato spesso, ed è, un continente sfruttato. L’Italia vuole contribuire a creare un modello di cooperazione, offrire un’alternativa seria al fenomeno della migrazione di massa. Un’alternativa fatta di lavoro, formazione, opportunità nelle nazioni di provenienza, e percorsi di migrazione legale e concordata e dunque anche integrabile. Saremo i primi a dare il buon esempio con il “Piano Mattei per l’Africa”.

L’intelligenza artificiale

“Le applicazioni di questa nuova tecnologia rappresentano sicuramente una grande opportunità in molti campi, ma non possiamo fingere di non comprendere anche gli enormi rischi che porta con sé. Non sono certa che ci stiamo rendendo conto abbastanza delle implicazioni connesse a uno sviluppo tecnologico che corre molto più velocemente della nostra capacità di governarne gli effetti. Eravamo abituati a un progresso che aveva come obiettivo ottimizzare le capacità umane, e oggi ci confrontiamo con un progresso che rischia di sostituire le capacità umane. Sempre più persone non saranno necessarie, in un mondo sempre più dominato dall’ineguaglianza, dalla concentrazione di potere e di ricchezza nelle mani di pochi. Non è il mondo che vogliamo. E dunque penso che non possiamo commettere l’errore di considerare questo dominio una sorta di “zona franca” senza regole”.

Questi i punti salienti del discorso della Premier Meloni, gli stessi che l’Italia porrà al centro della sua Presidenza del G7 nel 2024.

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