Ecuador, 139 persone in ostaggio e 329 terroristi arrestati

L’Ecuador è nel caos, la lotta ai cartelli del narcotraffico è altissima: la tensione nel Paese a livelli senza precedenti. La situazione della sicurezza nel Paese, già più che problematica, è peggiorata il 7 gennaio con l’evasione dal carcere del leader della banda criminale Los Choneros, alias Fito, a cui hanno fatto seguito rivolte in diverse carceri.

L’8 gennaio il Presidente Daniel Noboa ha dichiarato lo stato di emergenza nel Paese e imposto il coprifuoco. Il 9 gennaio scorso ha firmato un decreto che riconosce il “conflitto armato interno” del Paese e ha ordinato la neutralizzazione di 22 bande criminali. La firma a seguito della presa di ostaggi dei dipendenti di TC Television che trasmettevano in diretta da uno studio a Guayaquil.

Il caos ha provocato uno stato di agitazione nelle carceri che non è mai smesso in questi 4 giorni. Ci sono 139  ostaggi in totale all’interno di cinque carceri del Paese. Si tratta di 125 guardie penitenziarie e 14 dipendenti amministrativi. Numerosi video sui social mostrano immagini di esecuzioni sommarie.


Arrestati 329 membri di bande criminali, uccisi 5

Sull’altro fronte, l’esercito e la Polizia dell’Ecuador hanno arrestato 329 membri di bande criminali e ne hanno uccisi altri cinque. Abbiamo confiscato 61 armi di diverso calibro, 418 munizioni, 24 ordigni esplosivi e abbiamo arrestato 329 terroristi – ha riferito Jaime Vela Eraso, capo del comando congiunto delle forze armate -. Quarantuno persone sono state liberate dalla prigionia. Abbiamo eliminato cinque terroristi”, ha detto alla conferenza trasmessa dalla televisione Ecuavisa.

Inoltre, un giudice ecuadoregno ha disposto la custodia cautelare per reati di terrorismo per undici dei 13 sospetti arrestati per l’irruzione nella sede dell’emittente TC Television, presa d’assalto da un gruppo armato. Gli altri due detenuti, minori, sono stati inviati in un centro minorile, sempre con l’accusa di terrorismo.

Noboa lotta con l’appoggio del Parlamento: “il Paese è unito”

”Il Paese è unito: usciremo vincitori da questo conflitto”, ha sostenuto Noboa in un videomessaggio di un minuto diffuso dopo che il Parlamento ha appoggiato all’unanimità il Decreto. ”Siamo convinti che usciremo vittoriosi da questo conflitto. Il sostegno dei cittadini e dei partiti politici è fondamentale per uscire dall’oscurità e avere giorni migliori per tutti. Cedere al male, mai; combattere instancabilmente, sempre. Viva l’Ecuador”, ha detto ancora in un video sui social network.

Allerta sui confini: militari e stato di emergenza per Colombia e Perù

La vicina Colombia infine ha dispiegato 180 militari alla frontiera, in via preventiva. “I militari assisteranno le operazioni di sicurezza, pronti a reagire a qualunque situazione”, ha annunciato l’esercito colombiano sul suo account X. Anche le autorità peruviane hanno dichiarato il giorno precedente lo stato di emergenza per 60 giorni nella zona di frontiera con Ecuador e Colombia, rafforzando la presenza delle forze di polizia a seguito degli eventi in Ecuador.

(foto di Pixabay)

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