Funerale fascista a Roma; tra saluti romani e cori fascisti

Vessilli fascisti, saluti romani, cori contro le Forze dell’Ordine, il tutto in piena zona rossa. In più la bara era avvolta da un drappo rosso e con una bandiera con l’ascia bipenne, quella dell’Ordine Nuovo. Il movimento di estrema destra che nei colori e nelle fattezze del vessillo ricorda la più “famosa” croce celtica. Poi le braccia tese, a mostrare con orgoglio il saluto romano al camerata scomparso, le urla e i cori: “Digos boia“. Un classico funerale fascista.

Non è la trama di un film, ma quello che è successo qualche giorno fa a Roma. Il triste episodio è stato denunciato e ripreso da i residenti che hanno chiamato la Polizia. Pochi minuti dopo gli agenti della Digos hanno identificato alcuni dei presenti, vicini ai movimenti di estrema destra di CasaPound e Forza Nuova. Fuori della chiesa cori fascisti, rendevano onore al camerata deceduto, gridando “Boia chi molla” e, poi, si accanivano contro la Polizia urlando “Digos boia“. 

Immediata la reazione via Twitter di Virginia Raggi che ha definito:  “Inaccettabile quanto avvenuto sabato scorso nei pressi di piazza Bologna a Roma. Cori fascisti e saluti romani dopo un funerale: addirittura la bara avvolta in una bandiera con la croce celtica. È un’immagine vergognosa: Roma è e sarà sempre antifascista.

 

 

Ora la Digos ha aperto un fascicolo e ha iniziato ad indagare sull’accaduto.

 

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