nuova zelanda

Abusi fisici e psicologici per un bambino di 9 anni

Dalla Nuova Zelanda una storia terrificante ai danni di un bambino di 9 anni. Un uomo di 40 anni picchiava il bambino e lo ha rinchiuso in macchina per giorni senza cibo. Abusi fisici e psicologici a non finire, il piccolo non poteva usare il bagno, né parlare con gli altri e veniva regolarmente accusato di essere la causa di qualunque problema. La punizione per tutto erano pugni, calci e la reclusione nell’auto.

Il bimbo non era però la prima vittima dell’uomo già dichiarato colpevole di 28 accuse tra cui aggressione, rapimento, tentato stupro, strangolamento e abusi sessuali su due minorenni, una con meno di 12 anni. In tutto sei vittime, tre delle quali hanno testimoniato in Tribunale.

Secondo la ricostruzione fatta in Tribunale, l’uomo ha costretto il bambino a vivere in uno stato di costante di paura. Poteva essere punito per qualsiasi piccolo problema, col risultato di rimanere chiuso in auto a tempo indefinito. In un’occasione, ha visto il bimbo sgattaiolare fuori dall’auto per andare in bagno, gli ha dato un pugno e gli ha ordinato di passare un altro giorno in macchina senza cibo. Un’altra volta lo ha afferrato per il collo fino quasi a soffocarlo. E poi ancora pugni e calci alla mascella e alla testa fino a fargli perdere i sensi. L’ultima terribile punizione l’ha costretto a rimanere confinato senza cibo per quattro giorni.

Il bambino ormai visibilmente malato, pallido e debole è crollato. L’uomo ha così permesso alla madre di dargli da mangiare e di restargli vicino fino alla guarigione. Finalmente è stato arrestato in un campeggio di Amberley ed è stato condannato a soli 13 anni di carcere, dal Tribunale Distrettuale di Christchurch in Nuova Zelanda. 

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