ACN sarà la sigla della nuova Agenzia per la Cybersecurity Nazionale

Anche in Italia ci sarà un’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn), organismo pubblico con autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa. E’ quanto prevede una bozza di 19 articoli, con ancora dettagli incompleti e suscettibile di modifiche, del decreto legge sulla cybersecurity atteso in Consiglio dei Ministri.


Il Premier Mario Draghi avrà  l’alta direzione e responsabilità generale delle politiche di cybersicurezza, anche per la tutela della sicurezza nazionale e nominerà il Direttore Generale dell’Acn. Viene anche istituito un Comitato Interministeriale per la Cybersicurezza e un Nucleo per la Cybersecurity presso l’Agenzia  a supporto del Premier.

Il tema è stato oggetto della cabina di regia a Palazzo Chigi alla quale hanno partecipato, oltre al Sottosegretario ai Servizi Franco Gabrielli, i Ministri Lorenzo Guerini, Stefano Patuanelli, Maria Stella Gelmini, Giancarlo Giorgetti e Roberto Speranza.

La proposta dell’Agenzia per la cybersecurity, che è stata consegnata nelle ore scorse al Copasir. Il Comitato Parlamentare per la Sicurezza Pubblica, a quanto si apprende da fonti parlamentari, avrebbe chiesto informalmente al Governo un po’ di tempo per esaminare la proposta. Una volta arrivato il parere del Copasir sarebbe pronto il decreto che istituisce l’agenzia. Il Consiglio dei Ministri chiamato a dare il via libera si terrà nei prossimi giorni.

Oggi è in programma alle 8.45  l’audizione al Copasir dell’Autorità delegata per la Sicurezza della Repubblica, Franco Gabrielli. All’esame il decreto che istituirà la nuova Agenzia per la cybersecurity. Il Comitato, chiamato ad esprimere un parere sul testo, potrà chiedere chiarimenti al sottosegretario sul nuovo organo che ridisegna l’architettura della difesa italiana dalla minaccia cyber. Il Paese, per Gabrielli, ha una “fragilità per mancanza dei consapevolezza dei rischi, per un deficit di cultura su questi temi: purtroppo siamo molto in ritardo e dobbiamo camminare a passi molto svelti”.

L’esigenza di una moderna normativa nel campo cyber si pone sia per adempiere agli obblighi europei, sia soprattutto per mettere in sicurezza le infrastrutture connesse con la realizzazione degli investimenti innescati e garantiti dal Recovery Plan.

Enrico Borghi, Deputato del PD e membro della Segreteria Dem, interpellato al telefono dall’Ansa,  ha sottolineato che il  fatto che il Governo preveda una struttura interamente pubblica in grado di coordinare e realizzare progetti anche in partnership pubblico-privata rappresenta una proposta del Pd che è stata recepita, e costituisce per noi un elemento di valutazione positiva. Per gli altri aspetti rimandiamo ogni ulteriore valutazione all’esame più compiuto del testo”.

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