Covid Lanes, il Coronavirus spinge la ciclabilità

Roma, 28 dic. – (Adnkronos) – Tutti in bici dopo il lockdown, o quasi. Il Coronavirus ha effetti anche sulla mobilità: aumentano gli spostamenti in bici, i cittadini sono più attenti alla mobilità ‘sostenibile’ grazie anche all’incentivo dell’ecobonus, e in questo 2020 che sta per chiudersi sono oltre 193 i km di ciclabili ‘leggere’ realizzate in Italia. “Covid Lanes”, le chiama Legambiente nel dossier diffuso oggi che analizza l’impatto dell’emergenza sanitaria sulla mobilità, in particolare quella a due ruote. Milano è la città italiana con più chilometri di ciclabili realizzati, ben 35, seguita da Genova con 30.

Nel 2020 abbiamo dunque scoperto che è possibile realizzare, anche in pochi giorni, corsie riservate alle bici con costi contenuti e interventi leggeri, che possono essere sviluppate successivamente trasformandole, nei mesi successivi, in vere ciclabili. Sono le cosiddette ciclabili pop-up, realizzate dopo il lockdown in ogni parte del mondo, quando sono stati annunciati, stando alle stime della European Cyclists Federation (Ecf), oltre 2.300 km di nuovi tratti, e realizzati più di 1.000 km con oltre un 1 miliardo di euro di investimenti in tutta Europa.

Tutti in bici, lo dicono anche Google Maps e Eco-Counter. Che il ricorso alla bici per spostarsi sia aumentato, lo dice anche Google Maps che monitorato il numero di richieste di indicazioni stradali in bicicletta in tutto il mondo, tra febbraio e giugno, rilevando un aumento globale delle richieste pari al 69%.

L’Italia non fa certo eccezione: basta infatti considerare il notevole incremento di vendite di biciclette che, secondo le stime di Ancma, nel mese di maggio 2020 è stato del 60% in più rispetto al venduto nello stesso periodo dell’anno precedente, certamente anche grazie allo stanziamento degli incentivi governativi.
Inoltre, utilizzando la sua rete di contatori di biciclette in tutto il mondo (colonnine dotate di sensori in grado di identificare il passaggio delle bici) il sistema Eco-Counter ha realizzato uno studio che mette a confronto l’uso della bicicletta nel 2020 con l’anno precedente, rilevando nel mese di settembre 2020 un aumento del 27,5% in Italia, del 25,3% in Portogallo, del 24,5% in Francia e del 20% nel Regno Unito e in Germania rispetto a settembre del 2019.

Nel mese di ottobre 2020, in quasi tutti i Paesi presi in esame dal sistema Eco-Counter, il numero di biciclette era superiore a quello dello stesso periodo dell’anno precedente e la crescita più significativa è stata registrata in Italia (+48,4%). Inoltre, l’analisi dei dati mensili registrati da Eco-Counter in Italia nel corso del 2020, mostra picchi significativi dell’uso delle biciclette nei periodi di maggio (+81%) e settembre/ottobre (+73%): un boom certamente riconducibile agli effetti della pandemia e del lockdown sulle abitudini di mobilità in Italia, soprattutto durante i giorni infrasettimanali.

Forte di questi dati, Legambiente avanza una richiesta specifica. “L’obiettivo deve essere quello di raddoppiare le ciclabili entro il 2025, per mandare un messaggio chiaro di cambiamento in positivo a chi vive nelle città, e trasformare le nuove pop-up, in tempi ragionevoli, in veri percorsi protetti – dichiara il vice presidente di Legambiente, Edoardo Zanchini – Per realizzare tutto ciò, bisogna inserire questo tipo di infrastrutture urbane nel Recovery plan e investire un miliardo di euro in cinque anni, seguendo l’esempio di paesi come l’Inghilterra, per questi interventi”.

Il dossier ‘Covid Lanes’ analizza anche quali interventi sono stati realizzati nelle città italiane a favore dei ciclisti e quante vere ciclabili, interventi più o meno temporanei. Per fare qualche esempio, aumentano i km di percorsi ciclabili ad Arezzo (circa 3,5 km in più), Bari (dopo il lockdown sono nati la ciclabile light in corso Vittorio Emanuele di 2,5 km e il percorso sulla costa sotto il faro di San Cataldo, 1 km), Bologna (realizzati 5,5 nuovi km di ciclabile), Cagliari (+11 km), Ferrara (il nuovo percorso ciclabile ha una lunghezza di circa 5 km), Firenze (dal mese di maggio +9,6 km di percorsi ciclabili cittadini).

Poi ci sono le idee che al momento restano sulla carta. Roma nella classifica stilata la scorsa estate da Ecf (European Cyclist Federation) risulta prima tra le città europee per progetti di percorsi ciclabili annunciati, con 150 km previsti dal Piano Straordinario. Il bilancio a dicembre racconta una realtà diversa: i chilometri di piste transitorie realizzati con soluzioni diverse (corsie ciclabili disegnate sull’asfalto della carreggiata o su marciapiedi, tratti protetti da auto parcheggiate) sono complessivamente di 15,71. I tratti completati, sia delle ciclabili transitorie che definitive sono pari a 8,72 km (dato Roma Servizi Mobilità al 22/12/2020).

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