L’Europa e l’Italia mostrano la propria debolezza

La crisi di Governo innescata  dal non voto del M5S e dalle fibrillazioni della politica italiana,  assurdamente eccitata dalla possibilità di andare al voto prima della scadenza naturale della legislatura e aperta formalmente e forse inevitabilmente dalle dimissioni del Presidente Draghi,  sono l’ennesima prova della debolezza della classe dirigente della politica italiana, ma anche dell’Unione Europea.

Il crollo della fiducia del parlamento inglese al Premier Johnson, le difficoltà incontrate dal Presidente francese Macron nella formazione del nuovo Governo che lo hanno ridotto ultimamente al silenzio nel più ampio consenso europeo, la debolezza della Germania dopo l’addio alla politica della consigliera Merkel, le difficoltà del Governo  spagnolo che fatica a gestire la crisi economica ed energetica, il perdurare della guerra in Ucraina che sta sottoponendo l’Europa ad un costo altissimo, fanno sfregare le mani a Vladimir Putin, perché tutti i suoi principali interlocutori che sembravano forti torri di acciaio, sono viceversa implose  autonomamente.

Di certo l’Italia ha in ballo molti conti aperti con l’Europa che, da questo momento in poi, molto probabilmente, dovranno essere rivisti e rivalutati sia da parte dell’Unione Europea che da parte del futuro Governo italiano nel caso in cui a presiederlo non sarà più una personalità  dalla caratura e dalla credibilità di Mario Draghi, senza, ovviamente, togliere i meriti a chiunque dovesse salire alla guida di Palazzo Chigi.

 

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Redazione

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