LIVE – Meloni alla Camera: il discorso punto per punto

In diretta dalla Camera dei Deputati le dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Come da etichetta il Presidente Meloni apre con i ringraziamenti: Deputati in aula, Partiti della coalizione e leader fino al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Coloro – spiega – “che hanno dato vita al Governo in uno dei lassi di tempo più brevi della storia della Repubblica”: “la celerità era doverosa”, ribadisce. In ordine, ultimo ringraziamento a Mario Draghi che “ha offerto tutta la sua disponibilità per un passaggio di consegne veloce e sereno”, spiega .E commenta il ‘ricamo’ fatto in merito alla disponibilità di Draghi: “così è nelle grandi democrazie”, taglia Meloni.

Fatti i convenevoli, parte dalla sua nomina quella della prima donna alla guida del Governo. Una grande “responsabilità”, ammette e fa, così, riferimento alle donne che combattono in questo momento per scalare professionalmente e non le posizioni sempre appartenute ad uomini, fino allo sfondamento del cosiddetto “tetto di cristallo”. Dopo le donna, il popolo italiano. E il popolo italiano in Europa. A quelli che hanno detto che vigileranno sull’Italia (di Meloni) dice che “manca di rispetto al popolo italiano che non ha lezioni da prendere”. E si riferisce ad un’Europa non “circolo elitario” ma “casa comune degli Stati Europei”: dagli accordi commerciali all’approvvigionamento di materie prime fino alle migrazione. L’Italia in Europa – second

Caro energia, inflazione e “la nave in tempesta”

Sul caro energia dice un chiaro “no” ai ricatti di Putin barattati anche attraverso l’approvviggionamento energetico. Soluzione: “mantenere e rafforzare le misure nazionali a sostegno delle famiglie per le bollette e per i carburanti”. La priorità resta quella di mettere argine al caro energia, diversificare le fonti. “Dal dramma  – auspica il Presidente – possa emergere un’occasione”. E qui cita i giacimenti del gas nei mari d’Italia e le rinnovabili nel Mezzogiorno. “Sono convinta che l’italia con coraggio e spirito pratico potrebbe uscire più forte e autonoma di prima”. Giunge all’inflazione, all’11,1% su base annua. Cosa fare? Meno imposte, alzare soglia di benefit, allargare la platea diei beneficiari all’iva a 5%: tutte misure che saranno già nella prossima legge di bilancio.

Ancora, riforma presidenziale, autonomia delle Regioni, Roma Capitale, centralità ai Comuni, Aree interne, Zone montane. “Il sud non più come un problema ma come una possibiltà per tutta la Nazione”. E riferisce un prossimo futuro “impegno totale” per “porre fine alla beffa per cui il Sud esporta manodopera, conoscenza e capitali che sono proprio fondamentali in quelle regioni da cui vanno via”.

Parla di sovranità in merito all’alimentare e chiarisce che non significherà “bandire l’ananas” ma – alza la voce – “garantire che non dipenderemo da nazioni distanti da noi per dare da mangiare ai nostri figli”. Strategia che punta sull’italianità anche attraverso il turismo, la promozione della lingua italiana, il legame con le comunità all’estero.

Se sulla burocrazia sintetizza con “meno regole più chiare per tutti”, sciorina tre pilastri per il nuovo patto fiscale. Sono: riduzione della pressione su imprese e famiglie con riforma all’insegna dell’equità; tregua fiscale per consentire a cittadini e imprese di regolarizzare con il fisco; serrata totate all’evasione e “non caccia al gettito”.

Poi, i giovani. Il Presidente apre il tema delle pensioni, passando per la povertà fino al reddito di cittadinanza. Qui tuona: “Per chi è in grado di lavorare, la soluzione non può essere il reddito di cittadinanza”.  E procede: “per come è stato pensato e realizzato ha rappresentato una sconfitta per chi era in grado di fare qualcosa per il Paese ma anche per se stesso e e per la sua famiglia”. E dopo aver rigettato la questione cannibis libera, cita sport, formazione, cultura d’impresa, prestito d’onore. Infine promette sull’ambiente: “ce ne faremo carico”. 

Dai giovani alla famiglia. Da una parte il lavoro sulla natalità per “uscire dalla glaciazione demografica”, dall’altro la centralità della famiglai: assegno unico universale, sostegno al mutuo della prima casa e incentivo all’occupazione femminile, premiando chi opera nel segno della conciliazione del tempo casa lavoro e provvedendo anche agli asili nido per i figli delle lavoratrici e non solo. E su aborto e diritti civili incalza: “vedremo chi mentiva in campagna elettorale”.

Dopo un passaggio sul fascismo e il rinnegare le “leggi razziali” e i totalitarismo del 900, giunge al Covid. Oltre il ringaziamento a sanitari e lavoratori dei servizi essenziali e del terzo settore – qui una delle standing ovation dell’aula – va alla gestione della pandemia dei precedenti Governi e tuona: “Non replicheremo quel modello“. Spiega: informazione più che coercizione ben oltre le “linee guioda scritte da qualche burocrate“. Poi promette di fare chiarezza su quanto avvenuto durante la crisi pandemica.

Altro tema, a seguire, la legalità. Oltre a citare i grandi padri come Paolo Borsellino, elencando Carlo Alberto della Chiesa, Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Don Pino Puglisi, Pio La Torre, Piersanti Mattarella, chiarisce: “da questo Governo criminali e mafiosi avranno solo disprezzo e inflessibilità”. Quindi piano carceri, ordinamento giudiziario, sicurezza nelle città e valorizzazione delle Forze dell’Ordine che ringrazia come tutta l’Aula, in piedi.

Immigrazione: blocco navale e “piano Mattei per l’Africa”

In ultimo, passaggio sull’immigrazione. Chiarisce: “in Italia come in qualsiasi altro stato serio non si entra illegalmente, si entra legalmente attraverso i decreti flussi”. E qui anticipa quale sarà la strada: fermare le partenze illegali, spezzando il traffico di esseri umani nel Mediterraneo. Parla di un “blocco navale” che sarà proposto in sede europea e che sarà oeprato insieme all’Africa dove sorgerebbero hot spot a lavoro per “distinguere chi ha il diritto di essere accolto in Europa da chi non ce l’ha”: dobbiamo – sintetizza il Presidente – impedire che la selazione di ingresso in Italia la facciano gli scafisti”. Fino a rimuovere le cause che portano i migranti a lasciare i propri Paesi per arrivare in Europa, anticipa, con un “piano Mattei per l’Africa” anche per contenere il radicalismo islamico nell’africa sub sahariana.

Quindi le conclusioni, la metafora della navigazione e della sua personale rivincità, da “underdog”, da “sfavorita” si appella lei stessa. La sfavorita “che per riuscire deve stravolgere tutti i pronostici. Ed è quello che intendo fare ancora”.

 

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