Mattarella: “L’anticipo del cambiamento reca il segno delle donne”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto alla cerimonia, tenutasi al Quirinale, in occasione della “Giornata Internazionale della Donna”.

Le ansie di crescita, di emancipazione, l’anticipo del cambiamento recano il segno delle donne. Alcesti, Antigone, Clitemnestra, Fedra, Medea, Elettra, tuttora sollecitano la nostra riflessione, ci parlano ancora. Pensiamo anche al messaggio della commedia “Le donne al Parlamento” di Aristofane: quando la situazione degenera sono spinte a sostituirsi agli uomini. 

Questa raffigurazione la ritroviamo, nella vita reale, nel contributo dei movimenti femminili alla causa della pace. Pensiamo a figure come l’americana Dorothy Day, impegnata prima a sostegno della battaglia delle “suffragette” per il voto alle donne, poi contro la povertà e l’esclusione sociale, infine per la pace. Vi è uno stretto rapporto tra i “manifesti” delle diverse espressioni artistiche e la crescita delle donne.

La nostra Costituzione afferma con efficace semplicità: “l’arte e la scienza sono libere”. Le donne – con la loro sensibilità e la loro passione –  hanno dato e danno molto all’arte, alla letteratura, allo spettacolo, a ogni ambito della cultura. E’ stata la rivoluzione della libertà femminile – “rivoluzione silenziosa” secondo la definizione dell’economista insignita del Nobel, Claudia Goldin – che ha avuto le donne come protagoniste e le ha condotte a sancire il diritto pieno alla parità, anche nel campo artistico.

La rivoluzione silenziosa continua anche ai nostri giorni. Sono sempre di più le donne scrittrici che scalano le classifiche di diffusione o che lavorano al vertice delle case editrici. Non esistono più settori, campi, recinti, barriere che limitino la creatività delle donne e la loro libera capacità di scelta.  E’ una nuova primavera, che dobbiamo accogliere con soddisfazione, senza però dimenticare i tanti ostacoli che tuttora esistono – di natura materiale e culturale – per il raggiungimento di una effettiva piena parità.

Senza ignorare che sono ancora frequenti inaccettabili molestie, pressioni illecite nel mondo del lavoro, discriminazioni, così come da anni viene denunciato.

Senza perdere memoria delle violenze. Rivolgo un saluto, ringraziandola per la sua presenza, all’Assistente Alessandra Accardo, della Polizia di Stato, intensamente impegnata sul fronte del contrasto alle violenze sulle donne. Come non ricordare le vittime nei tanti femminicidi, anche in giorni recenti? Come non ricordare, per tutte, Gulia Cecchettin, la cui tragedia ha coinvolto nell’orrore e nel dolore l’intera Italia?

Si è detto tante volte – anche in quei giorni – che occorre una profonda azione culturale per far acquisire a tutti l’autentico senso del rapporto tra donna e uomo: l’arte è un veicolo efficace e trainante di formazione e di trasmissione dei valori della vita. Per questo, oggi, rendiamo omaggio esprimendo riconoscenza al protagonismo artistico delle donne. Buon 8 marzo a tutte le donne“.

Questa una sintesi del lungo intervento del Capo dello Stato.

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