Navalny: Putin torna su Yves Rocher. Johnson sanzioni per avvelenamento

Alexei Navalny “non è stato condannato” per la sua attività politica ma per “i crimini commessi contro i partner stranieri” nel caso Yves Rocher. È quello che ha detto Vladimir Putin nel corso della conferenza stampa con Angela Merkel. Poi ha commentato che la guerra alla corruzione “è importante“, ma non deve essere usata “come strumento di lotta politica“.

Il caso Navalny-Yves Rocher, la condanna del 2015

La vicenda risale al 2012 quando la nota casa di cosmetici denuncia Navalny, Alexei e il fratello Oleg, per “abuso di fiducia”. L’attivista russo viene condannato a tre anni e mezzo di reclusione con la condizionale e all’obbligo di presentarsi al commissariato di Polizia due volte al mese. La denuncia presentata dall’allora direttore di Yves Rocher in Russia, Bruno Leproux, parla di irregolarità nelle tariffe applicate per le spedizioni di prodotti da parte della società dei Navalnyj ovvero Gpa (Glavnoye Podpisnoye Agentstvo). A difendere i due fratelli c’è l’avvocato francese William Bourdon. “Il gruppo cosmetico – spiega Bourdoun – si è prestato a organizzare un ‘kompromat’ ovvero una trappola del regime per neutralizzare un oppositore politico”.

La condanna porta ad un processo che si celebra nel 2015. Non presenzia nessun rappresentate di Yves Rocher e i fratelli Navalnyj vengono dichiarati colpevoli di aver truffato il gruppo di cosmetici per un valore di 26 milioni di rubli pari a 370mila euro. A breve distanza dalla sentenza il dirigente Leproux lascia l’incarico in Yves Rocher ed passa ad una società russa. I Navalny rilanciano e procedono legalmente in Francia. Qui sporgono una denuncia per diffamazione contro il gruppo che ha sede a Vannes, in Bretagna.

Nell’aprile 2019 Aleksei e Oleg testimoniano davanti al Pm francese. Portano al banco la loro convinzione: il regime russo ha agito perché Yves Rocher sporgesse denuncia contro Navalny in cambio facilitazioni amministrative nei suoi affari. I dirigenti del gruppo negano. L’inchiesta viene archiviata per mancanza di prove. I fratelli Navalny e Bourdon ricorrono in appello per contrastare la decisione del Pm.

Boris Johnson sanziona la Russia per l’avvelenamento di Navalny

Sul caso Navalny c’è un’altra novità proveniente dalla Gran Bretagna. Boris Johnson ha deciso di estendere le proprie sanzioni contro la Russia di Vladimir Putin nei confronti di 7 funzionari di Mosca. Questi, secondo Londra, sarebbero “direttamente” coinvolti nel presunto tentativo di avvelenamento di Navalny. Lo rende noto il Foreign Office attraverso recenti dichiarazioni del Ministro degli Esteri, Dominic Raab.

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