Oggi si celebra la “Giornata internazionale dei diritti umani”

In un periodo storico in cui assistiamo a reiterate violenze a causa delle guerre e delle violazioni dei diritti umani, oggi si celebra in tutto il mondo la commemorazione della Dichiarazione universale dei diritti umani con la risoluzione 523 (V) da parte dell’Assemblea delle Nazioni Unite, sottoscritta il 10 dicembre del 1947 ma celebrata solo a decorrere dal 1950.

La Dichiarazione, disponibile in oltre 500 lingue, è un documento epocale, che dichiara i diritti inalienabili che tutti possiedono in quanto esseri umani, senza distinzioni di razza, colore, religione, sesso, lingua, origine, nascita o opinioni di alcun genere. 

La Dichiarazione che è anticipata da un “preambolo” di 30 articoli, fu scritta con la collaborazione dei Rappresentanti di ogni religione e di ogni tradizione legale, venendo globalmente accettata col tempo come un “contratto” tra i Governi e i cittadini di tutto il mondo.

Nel 1966, si sono aggiunte la Convenzione internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR) e la Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (ICESCR). Questi ultimi, sono i documenti che, dal 1976, anno in cui entrarono in vigore, formano, sulla base della Dichiarazione, la spina dorsale del meccanismo di protezione dei Diritti Umani a livello internazionale. 

Tra la norma e la sua applicazione il divario oggi è ancora molto ampio. Tuttavia, se la Dichiarazione e le Convenzioni, rimangono ancora oggi lungi dall’essere realizzate nell’universalità in cui sono intese, esse superano la prova del tempo come testamento universale dei valori di uguaglianza, giustizia e dignità umana che la comunità internazionale si è posta. In questo senso, i valori che queste promulgano sono senza tempo, e attuali ancora oggi, così come nel 1948.

Autore:

Redazione

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