Sciopero, il Governo precetta, l’ira dei Sindacati

Il Governo precetta lo sciopero generale di 8 ore proclamato dai sindacati per venerdì prossimo, 17 novembre. Si conclude così, con Cgil e Uil che decidono di andare allo scontro con il Governo, una giornata convulsa.

Che l’epilogo di questo braccio di ferro potesse essere questo era già chiaro da ieri dopo il no dei leader sindacali, Landini e Bombardieri, alle richieste di riduzione di orario avanzate dal Garante sugli scioperi che non ha riconosciuto alla mobilitazione la qualità di sciopero generale a cui poter applicare le deroghe del caso.

A breve dunque, perché la legge impone la comunicazione 48 ore prima dello sciopero, Matteo Salvini, il ministro dei Trasporti, firmerà l’ordinanza con cui ridurre la mobilitazione da 8 a 4 ore, dalle 9 alle 13 per salvaguardare “il diritto alla mobilità di milioni di persone” –  dice sollecitando, prima dell’ultima mediazione poi fallita, “un ultimo atto di buonsenso e rispetto per la stragrande maggioranza degli italiani” da parte, attacca, di “una estrema minoranza sindacale politicizzata che non può negare il diritto alla mobilità a 20 milioni di italiani“.

Nel mirino del Governo, infatti, soprattutto lo stop di 8 ore a turno, 24 ore complessivi, nel settore dei trasporti, da quello locale alle ferrovie, dal trasporto marittimo ai taxi, anche se è stato ritirato quello che avrebbe investito il trasporto aereo.

Ma Cgil e Uil tirano dritto: “Non sono venute meno le ragioni dello sciopero” – replicano uscendo dal Mit a mediazione fallita, riportando la mobilitazione alle ragioni del sindacato: ‘una manovra miope e sbagliata che fa cassa sui pensionati‘.

Ed è per questo che Landini non usa mezze misure per commentare la decisione di Salvini: “Siamo di fronte ad un atto politico gravissimo ed è la prima volta nella storia del Paese che il governo pensa che sia possibile precettare il diritto di scioperare delle persone” – dice in serata parlando di un attacco esplicito al diritto di sciopero che non un è diritto del sindacato, ma delle singole persone che lavorano, spiega prima di sottolineare però “il silenzio assordante” del Premier Meloni, mai intervenuta nella partita. “Vorrei capire se la posizione di Salvini è la posizione del Ministro o la posizione del Governo“, prosegue. Il sindacato comunque attende di vedere le carte e ha già annunciato che non farà ricorso al Tar, come pure previsto dalla legge che però non sospende l’efficacia dell’ordinanza di precettazione.

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