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Vaticano: la Segreteria chiede i danni a Monsignor Becciu

Al termine del suo intervento nel processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato del Vaticano e della compravendita del Palazzo di Londra, l’avvocata Paola Severino, che difende la parte civile Segreteria di Stato, ha chiesto che gli imputati siano condannati al risarcimento dei “gravissimi danni” morali e reputazionali necessari secondo una consulenza tecnica per “una campagna di ristoro dell’immagine danneggiata” a livello mondiale.

Costi quantificati in una forchetta fra 98,473 milioni di euro e un massimo di 177, 818. I 138 milioni sono, per gli analisti, la giusta mediazione.

Il Vaticano ne chiede conto a Monsignor Angelo Becciu, ex prefetto della Congregazione delle cause dei Santi che, all’epoca, era sostituto per gli Affari Generali della segreteria di Stato. E che ora, dopo la richiesta di condanna da parte del promotore vaticano Alessandro Diddi per abuso d’ufficio, peculato e subornazione di testimone, rischia 7 anni e 3 mesi di reclusione, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, la multa di 10.329 euro e la confisca di 14 milioni di euro.

Gli avvocati di Monsignor Becciu, Maria Concetta Marzo e Fabio Viglione, hanno affermato che “le richieste di risarcimento del danno avanzate dalle parti civili e, tra queste, dalla Segreteria di Stato, sono in linea con il ruolo dalle stesse tipicamente svolto nei processi. Ma il cardinale Becciu non ha commesso alcun reato e conseguentemente non ha arrecato alcun danno. Il suo agire è stato sempre ispirato alla tutela della Santa Sede. Il processo lo ha dimostrato in modo netto e pertanto confidiamo nel giudizio terzo ed imparziale del Tribunale“.

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