Palermo, durante comizio Meloni tafferugli fra contestatori e Polizia

Qualche giorno fa Giorgia Meloni ha scritto alla Ministra Lamorgese per riferire di contestazioni continue ai suoi comizi. Ieri, a Palermo, è successo ancora.  Prima il blocco con gli agenti schierati in tenuta anti sommossa e le contestazioni verbali. Poi il tentativo di aggirare il cordone, la carica della Polizia e un ragazzo portato via con la Volante.

Una delle persone bloccate: “nulla di organizzato, persone che credono negli stessi diritti”

I manifestanti hanno raccontato di essere stati “circondati. Questo per permettere alla Meloni di fare il suo comizio” ripetevano mentre cercavano di aggirare gli agenti dalle strade limitrofe. Ancora: “Non c’era nulla di organizzato, siamo persone che credono negli stessi diritti”. 

Qualcuno approfitta dei giornalisti per entrare su dei noti tematici specifici: “La Meloni dice che chi vuole in Italia può abortire forse non sa che qui in Sicilia le percentuali di medici obiettori toccano tassi dell’85%”. In sottofondo cori e cartelli contro i cavalli di battaglia della campagna elettorale di FdI. “Ma quale Stato, ma quale Dio, sul mio corpo decido io”, “Vattene, non toccare il reddito”, “Meglio porco che fascista”, “La 194 non si tocca la difenderemo con la lotta”.

I contestatori, bloccati, si spostano. Poi è scontro

I manifestanti si spostano nelle strade del centro, fino ad arrivare in via Mariano Stabile. Qui lo scontro si alza. Qualcuno lancia una bottiglietta d’acqua e parte la carica degli agenti. Una cronista viene colpita con un manganello. Nessuno rimane ferito. Un ragazzo viene fermato e portato via con la volante. Ancora qualche contestazione poi il gruppo si disperde. Una trentina di ragazzi si spostano sotto la Questura: “Senza Marco non ce ne andiamo”, gridano all’indirizzo degli uffici in cui è stato portato il giovane.

La nota della Questura di Palermo: “più episodi di contenimento dei manifestanti”

In una nota la Questura di Palermo ha rilasciato la cronaca di quanto avvenuto durante il comizio di Giorgia Meloni. Un gruppo di circa cinquanta aderenti a gruppi antagonisti ha cercato di raggiungere Piazza Politeama con l’intento di creare turbative all’iniziativa elettorale. L’articolato dispositivo di ordine e sicurezza pubblica disposto dalla Questura nel perimetro esterno della piazza e che ha visto un significativo impiego delle Forze dell’ordine ha consentito di intercettare a debita distanza dal luogo del comizio il citato gruppo di contestatori, non consentendo loro di raggiungere la piazza”. E ancora: “nel corso di più episodi di contenimento dei manifestanti nell’ambito di una manifestazione non preavvisata, non si sono registrati né momenti di contatto con le Forze dell’ordine né cariche da parte della Polizia”. Poi però spiegano: “Nei frangenti un operatore della Digos veniva raggiunto al volto da un pugno sferrato da uno dei manifestanti, mentre in un altro frangente un manifestante veniva bloccato dopo avere lanciato una bottiglia nei confronti delle Forze dell’ordine e la sua posizione in questi momenti è al vaglio degli investigatori”.

Al vaglio degli investigatori la posizione del manifestante fermato

“Sono state realizzate continue riprese da parte degli operatori della Polizia Scientifica, attraverso il cui esame sono in corso le operazioni di identificazione utili al successivo deferimento dei responsabili di episodi violenti all’Autorità Giudiziaria”, conclude la nota.

(foto di Pixabay)


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