Arrestati per maltrattamento, operatori di una residenza per disabili

Questa mattina, nelle Province di Varese, Milano e Monza, i Carabinieri della Compagnia di Busto Arsizio (VA), con il supporto dei comandi territorialmente competenti, hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 7 persone (2 da sottoporre agli arresti domiciliari, 2 all’obbligo di dimora e 3 sospensioni temporanee dell’attività di educatore di comunità e di ausiliare socio assistenziale per 6 mesi).

Si tratta di gestori e operatori di una residenza per disabili dell’alto milanese, ritenuti indiziati del reato di maltrattamenti aggravati e, per sei di loro, anche del reato di esercizio abusivo di una professione.

Le indagini, effettuate mediante intercettazioni telefoniche e audio video ambientali, hanno permesso di documentare che gli indagati maltrattavano gli ospiti affetti da disabilità psichiatriche accertate (vessazioni, violenze, percosse, lanci di acqua fredda, punizioni fisiche e altro); somministravano loro, inoltre, dei farmaci modificati.

In particolare, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, con frequenza, se non eseguivano in maniera corretta gli ordini impartiti, le vittime venivano punite con pratiche ritenute “educative”: se non mangiavano in postura composta venivano obbligati a rimanere seduti con la schiena in posizione eretta, utilizzando un bastone inserito nella cintura e vincolato alla testa tramite une fascia, nonostante lamentassero dolore fisico; se al mattino gli ospiti della struttura non si alzavano dal letto con prontezza, veniva gettata loro addosso acqua fredda per svegliarli e venivano lasciati con gli indumenti indosso bagnati per ore; inoltre erano costretti a sostituire il pranzo con la colazione o a saltare completamente i pasti, rimanendo seduti a tavola ad osservare gli altri mentre mangiavano.

I Carabinieri, con l’ausilio dell’ATS di Legnano, hanno anche provveduto a ricollocare tutte le vittime in una struttura idonea, dove riceveranno adeguata assistenza e le cure del caso.

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