Bakhmut fra Mosca e Kiev. Ieri attentato a San Pietroburgo

Ci sono ancora notizie contrastanti su Bakhmut, nel Donbass, teatro di una durissima battaglia nelle ultime settimane. Mosca contro Kiev, anche nell’informazione. E nella controinformazione.

Da una parte, Yevgeny Prigozhin, ormai noto Capo dei mercenari della Wagner, che ieri sera annuncia la conquista della cittadina. Dall’altra, Kiev che, a distanza di poche ore, rettifica: il controllo di Bakhmut è ancora ucraino. “Il nemico non ha interrotto il suo assalto a Bakhmut. Tuttavia, i difensori ucraini difendono coraggiosamente la città, respingendo numerosi attacchi nemici”, scrive, più precisamente, lo Stato maggiore ucraino sulla sua pagina Facebook.

Atto dinamitardo in bar di San Pietroburgo: morto attentatore

Intanto, a proposito di Prigozhin, in un locale riconducibile proprio al Capo dei mercenari, a San Pietroburgo, ieri, una statuetta-bomba ha provocato un’esplosione. L’atto ha provocato la morte del blogger militare filo-russo Vladlen Tatarsky, al secolo Maksim Fomin. Almeno 25 persone sono rimaste ferite, 19 sono state trasportate in ospedale.

Fomin era seguito su Telegram da oltre 560mila persone. Era noto appunto per le sue posizioni filo-Putin e per l’appoggio totale all’invasione dell’Ucraina.

(foto di Pixabay)

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