Cariche Pisa, trasferita dirigente Reparto Mobile di Firenze

A meno di una settimana dalle manganellate agli studenti di Pisa e Firenze c’è stato un avvicendamento ai vertici della Polizia. A quanto apprende l’Adnkronos, Silvia Conti, dirigente del Reparto Mobile di Firenze, è stata trasferita ad altro incarico.

Secondo quanto fanno sapere fonti della sicurezza, il cambiamento era già programmato da prima della manifestazione di Pisa in cui si sono verificati gli scontri. Conti non ha avuto un ruolo operativo nella gestione dell’ordine pubblico a Pisa: il Dirigente del Reparto Mobile organizza uomini e mezzi nella sede del proprio Reparto e li invia nel luogo della manifestazione, ma le squadre sono poi affidate al funzionario della questura locale che gestisce l’ordine pubblico.

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Quelle sugli scontri al corteo di Pisa sono “immagini mai belle da vedersi, sono rimasto turbato e sono immagini che non piacciono neanche ai poliziotti” ha detto il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a ‘Cinque minuti’. Quali sono gli esiti dell’inchiesta interna “è prematuro per dirlo. Io credo che per prima cosa dobbiamo affermare il diritto, anche per gli appartenenti alle forze di polizia, di non subire processi sommari”, ha aggiunto il Ministro, continuando: “È molto importante fare appello a tutti che non ci sia la strumentalizzazione di questi episodi. Non trascinare le forze di polizia nell’agone politico”.

“Il Presidente Mattarella ha fatto un riferimento ben preciso sull’autorevolezza delle forze di polizia che si esprime in altri modi, io segnalo l’operazione con 130 arresti di presunti affiliati alla criminalità organizzata: sono queste le situazioni in cui si afferma l’autorevolezza delle forze di Polizia”, ha detto ancora, affermando di aver condiviso l’irritazione e la sorpresa del capo dello Stato rispetto a quanto avvenuto durante il corteo di Pisa.

“Purtroppo durante i servizi di ordine pubblico i nostri operatori hanno posto in essere delle iniziative che dovranno essere analizzate singolarmente e verificate con severità e trasparenza” ha detto il Capo della Polizia Vittorio Pisani al Tg1. “Quando le manifestazioni non sono preavvisate o non vengono condivise con la Questura, possono verificarsi dei momenti di criticità però questi momenti di criticità non possono essere una giustificazione”.Va precisato e va chiarito che le iniziative e le decisioni che vengono adottate in sede locale durante i servizi di ordine pubblico non sono determinate né da scelte politiche né da direttive politiche. La polizia di Stato è la polizia di uno Stato democratico e noi abbiamo il dovere di garantire anzitutto la manifestazione del dissenso, ma questa manifestazione deve avvenire pacificamente, isolando i violenti, e rispettando anche le prescrizioni delle autorità”.

Ci sono stati scontri tra studenti e Polizia nei cortei per la Palestina del 23 febbraio a Firenze e Pisa. “Si vedono ragazze e ragazzi inermi manganellati dalla polizia in tenuta anti sommossa all’inizio di via San Frediano – aveva scritto su X l’ex presidente della Camera e parlamentare Pd Laura Boldrini condividendo un video – una delle strade che conducono a Piazza dei Cavalieri, dove si trovano la Scuola Superiore Normale e il Polo Carmignani dell’Università Statale. In alcune sequenze, si vedono gli agenti colpire con i manganelli, inseguendoli, ragazzi che scappano mentre in altri, un paio di studenti vengono costretti a sdraiarsi a terra immobilizzati con le mani dietro la schiena”.

“Ancora una volta  – scrive Giuseppe Conte sui social – manganellate contro chi protesta per il massacro in corso a Gaza. Questa volta a Pisa, ai danni di studenti, giovanissimi. Altri episodi ci sono stati a Firenze. Sono immagini preoccupanti, non degne del nostro Paese. Non può essere questa la risposta dello Stato al dissenso”.

Quindi è Elly Schlein a intervenire: “Basta manganellate sugli studenti. Le immagini di Pisa sono inaccettabili: studenti e studentesse intrappolati in un vicolo e caricati a manganellate dalla polizia. Presentiamo subito un’interrogazione parlamentare al ministro Piantedosi, affinché chiarisca”, dice. “C’è un clima di repressione che abbiamo già contestato mercoledì scorso al ministro in Parlamento. Difendiamo la libertà di manifestare pacificamente”, sottolinea la segretaria del Pd che denuncia “un clima di repressione, in particolare contro i giovani”, dice prima di postare il serata una foto che documenta la nuova manifestazione.

Nicola Fratoianni annuncia “una interrogazione urgente, l’ennesima, a Piantedosi” e propone “ai colleghi e alle colleghe degli altri gruppi parlamentari di immaginare una scorta democratica alle manifestazioni”. Replica il Capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Tommaso Foti: “Quindi, secondo Fratoianni, chi mette a rischio l’ordine pubblico scagliandosi contro coloro che in divisa rappresentano lo Stato, dovrebbe godere di un’impunità garantita dai parlamentari”. Ribatte Angelo Bonelli: “La reazione scomposta della destra alla proposta di Fratoianni di garantire scorte democratiche a chi manifesta pacificamente e’ profondamente illiberale”.

Per Riccardo Magi di Più Europa “l’abuso della forza non può essere tollerato ed è proprio per questo che è necessario approvare al più presto una legge che imponga bodycam e numero identificativo per gli agenti. Non solo per la tutela dei privati cittadini rispetto ad eventuali abusi, ma anche nell’interesse delle stesse Forze dell’Ordine su cui non deve esserci alcuna ombra rispetto all’uso della forza”.

Fratelli d’Italia punta il dito conto la sinistra

Mentre le opposizioni insorgono e su quanto è accaduto è intervenuto anche il Capo dello Stato Mattarella, in una nota Fratelli d’Italia scrive: “La sinistra che spalleggia i violenti è la causa dei disordini ai quali abbiamo assistito”. “Noi siamo garantisti, le forze dell’ordine non si toccano, rischiano la vita per quattro soldi, le responsabilità sono individuali, se uno o due hanno sbagliato pagheranno, ma non si toccano migliaia di carabinieri e poliziotti” dice il leader di Forza Italia Antonio Tajani, con riferimento agli scontri di piazza tra polizia e studenti, rievocando episodi del passato come “gli sputi in faccia, gli insulti, ricordo in Val di Susa il carabiniere insultato immobile per 10 e 15 minuti, ma anche quello a Roma insultato da un no vax”. Poliziotti e carabinieri “rischiano la pelle per quattro soldi: sono figli del popolo, non sono figli di radical chic”, ha detto ancora Tajani, in un passaggio del suo intervento a chiusura del congresso azzurro.

(foto di Pixabay)

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