Caritas Italiana in Moldavia e Romania. In prima linea per i profughi ucraini

“In nome di Dio fermate questi massacri!”. È tornata a levarsi forte la voce oggi all’Angelus di Papa Francesco che chiede anche di “Intensificare i momenti di preghiera… perché Dio converta i cuori ad una ferma volontà di pace”. Nella stessa mattina la delegazione di Caritas Italiana, guidata dal Direttore don Marco Pagniello, era in Romania, alla celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo di Iasi, Monsinor Josif Paulet. Poi ha seguitato verso la Polonia.

In Moldavia, invece, nei giorni scorsi è avvenuto l’incontro con Monsignor il Vescovo di Chisinau, il direttore di Caritas Moldavia e con tutti gli altri organismi ecclesiali  a lavoro per i profughi.
Nel Paese la Caritas ha attivato 14 centri di accoglienza che stanno ospitando diverse centinaia di persone a cui offrono assistenza con generi di prima necessità. Attivati anche servizi di supporto psicosociale e recupero dello stress. Questo in particolare per famiglie con bimbi piccoli.

Tappa in Moldavia e in Romania per dare sostegno agli sfollati

La delegazione si è poi trasferita in Romania. Ha visitato il centro di prima accoglienza allestito dalla Caritas diocesana di Iasi a Siret al confine con l’Ucraina. Qui si organizza la prima accoglienza dei profughi in fuga dalla guerra. In pochi giorni nel centro Caritas sono passati oltre 300 rifugiati, con una media di circa 35 al giorno. Si fermano per un paio di giorni per poi proseguire verso altri Paesi, o anche verso altre città della Moldavia dove la rete Caritas riesce ad accogliere 150 persone.  Caritas si fa inoltre carico di trasferire nei propri centri persone in situazioni particolari presenti nel Campo pubblico di accoglienza allestito presso lo stadio, dove ci sono 402 posti disponibili per una sosta in genere di poche ore.

Ieri mattina c’è stata la visita alla struttura delle suore di Nostra Signora di Sion a Iasi, che ospitano mamme con bambini. Nel centro le persone accolte restano più a lungo anche perché ci sono locali idonei con possibilità di cucina autonoma. Altra tappa al centro di accoglienza del Comune di Iasi, supportato dalla Caritas e della popolazione locale, che ospita dalle 70/80 persone fino a 450, a seconda del flusso dei profughi. Dopo la visita all’Opera “don Guanella” sempre a Iasi, l’incontro e la celebrazione eucaristica con il Vescovo Monsignor Josif Paulet

La delegazione, accompagnata anche Monsignor Benoni Ambarus, Vescovo ausiliare della Diocesi di Roma, e dalla dottoressa Elisa Batazzi del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, è poi partita per la Polonia. Qui incontrerà la Chiesa locale e visiterà i centri di accoglienza Caritas a Przemysl.

Foto da caritas.it

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