Fino a quando non si potranno pagare i dividendi bancari?

Si avvicina il momento in cui la Banca Centrale Europea riconsidererà il proprio atteggiamento in tema di pagamento dei dividendi bancari. È, infatti, tuttora vigente, la Raccomandazione dello scorso marzo,  riconfermata, poi, durante l’estate successiva, che invita le banche dell’Unione Europea ad astenersi dal pagamento di dividendi sulle proprie azioni per quest’anno alla luce degli effetti disastrosi in campo economico causati dalla pandemia da Covid’19.

Una presa di posizione che è stata accettata dalla parte prevalente del mondo bancario europeo, ma che con il passare del tempo, soprattutto negli ultimi mesi, ha destato più di una perplessità.

Nel nostro Paese una voce autorevole, come quella del Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, Antonio Patuelli, si è recentemente levata per chiedere che le Autorità Europee intervengano nuovamente in questa materia tempestivamente con regole chiare per evitare complicazioni all’economia e confusioni tra le migliori e le buone banche da un lato e quelle problematiche dall’altro.

Secondo indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, teoricamente, sarebbero tre le opzioni tra cui l’Istituto di Francoforte potrebbe alternativamente fare la propria scelta: prolungamento temporaneo della misura di non pagamento dei dividendi (primi 6 mesi del 2021?); divieto non generalizzato, ma mirato caso per caso, secondo una griglia di parametri da individuare; e, infine, fissazione di un tetto massimo del rendimento da poter corrispondere agli azionisti.

In ogni caso la riconsiderazione di questa Raccomandazione riveste sicuramente carattere di urgenza, anche per arginare un possibile squilibrio concorrenziale con altri mercati, come quello britannico e l’altro statunitense, in cui non sono state adottate misure analoghe e che potrebbero ragionevolmente beneficiare di uno spostamento significativo degli investitori verso di loro.

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