Marco Bellavia

Costume e Società: un TikTok al giorno non toglie la campagna elettorale di torno

La settimana appena passata ha visto l’arrivo dei nostri “amati” politici sulla piattaforma di TikTok. Perché come dicono gli ultimi dati, il social cinese continua a crescere di importanza e utilizzo. Nel 2021 TikTok era al dodicesimo posto nella classifica dei social più utilizzata dagli italiani.

Oggi l’applicazione, ad un anno di distanza, segna un forte aumento di consensi. Nella classifica 2022 TikTok si piazza al sesto posto. Ecco quindi che i nostri politici hanno ben deciso di essere presenti anche lì, soprattutto in campagna elettorale. 

Il primo che ha deciso di voler diventare un “tiktoker” è stato Matteo Salvini che tra i politici italiani è stato il primo ad aprirsi un profilo personale. Dopo di lui sono arrivati gli altri. Attualmente  i grandi assenti dal sociale sono Enrico Letta e Luigi Di Maio. Ma di loro torneremo a parlarne. 

Un Berlusconi a te un voto a me…

Da Giorgia Meloni a Giuseppe Conte; da Carlo Calenda a Berlusconi; passando per i due Matteo, Renzi e Salvini. Tutti, o quasi, hanno deciso di metterci la faccia. Ma siamo davvero sicuri che questo sia un bene? A farci capire meglio il perché ci ha pensato Silvio Berlusconi che dichiara apertamente che: “in questa piattaforma siete presenti in 5 milioni e il 60% di voi ha meno di 30 anni“. E visto che da quest’anno l’età per votare per il Senato si è abbassata dai 21 ai 18 anni tutti, ma proprio tutti, devono essere accalappiati. 

@silvio.berlusconi Ciao ragazzi, eccomi qua. Vi do il benvenuto sul mio canale ufficiale #Tiktok per parlare dei temi che più stanno a cuore a Forza Italia e al sottoscritto e che vi riguardano da vicino: parleremo e discuteremo del vostro #futuro Vi racconterò di come vogliamo rendere l’#Italia un Paese che possa darvi nuove opportunità e la possibilità di realizzare i vostri sogni. Ci rivediamo presto su TikTok ! #silvioberlusconi #berlusconi #elezioni #forzaitalia🇮🇹💪❤️ #politica #giovani ♬ suono originale – Silvio Berlusconi

E quindi quale miglior modo di cercare voti se non approdare sul social più giovane e “comiziare” per qualche voto in più?

Carlo Calenda aveva messo le mani avanti e sul suo primo TikTok aveva dichiarato: “io non so ballare sembro un orso ubriaco, non posso dare consigli di make-up perché c’ho la pancia e sono brutto“. Almeno Giorgia Meloni sul suo account ufficiale ha avuto la decenza di non fare un video dedicato ai “ccciovani” che andranno alle urne. Si è solo prodigata di inserire i video dei suoi comizi televisivi e di piazza.

Matteo Renzi si dà alle domande Marzulliane: “e che ci fai pure tu su TikTok? Ci mancavi solo tu” e come se non bastasse cavalca l’onda del suo tormentone e strizza l’occhio alle nuove mode: “per molti di voi io sono un esperto di first reaction shock o di shish linguaggi quasi più complessi del corsivo“. Poi ricorda di essere stato il Presidente del Consiglio più giovane della storia repubblicana e il Sindaco della città più bella del mondo, Firenze. Ci tiene anche a ricordare del suo passato come arbitro di calcio ma non nomina la sua partecipazione a “La Ruota della Fortuna” che forse sarebbe stato più accattivante dell’arbitro. 

@matteorenziufficiale Anche Matteo Renzi su TikTok? First reaction? Shock! #matteorenzi #italiasulserio #elezioni #25settembre ♬ Epic Music(842228) – Pavel

Diversi i primi TikTok di Matteo Salvini,  che prima di volerci regalare qualche piccola perla posta un video in compagnia della la Polizia di Stato. In video girato in vicino Trevi dove chi ha fatto la ripresa  aveva un pò il dito tremolio, ma che bene si accoppia con gli effetti delle farfalline bianche e i cuoricini adolescenziali. Un video di pura poesia.

Per Giuseppe Conte il suo arrivo su TikTok è segnato dalla domanda di Lilli Gruber che gli chiede “Pronto ad un Governo con Giorgia Meloni?” …. e lui risponde “Non scherziamo“.  Ma non  era quello che aveva risposto alla domanda pronti ad un Governo con la Lega?

E se sono in tanti ad essersi lamentati, parlando ovviamente di quei giovani che utilizzano l’applicazione, i numeri, che i lor signori e signora dispongono parlano di un certo seguito. Conte viene seguito da 264,5 mila persone, Salvini è quasi arrivato a 550 mila follower, Renzi è poco sotto i 25 mila, Calenda meno del suo alleato sta sotto i 20 mila, Meloni 112,3 mila seguaci e Berlusconi  in pochi giorni si piazza a quasi 427 mila follower. 

Ma quello che si può analizzare di questa nuova campagna elettorale e che ognuno ha tanto da dire, ma che,  se analizzato bene,  non dice nulla. E forse in questo momento quello che in realtà non dice nulla  è proprio Enrico Letta. Il PD sta avendo più riscontri grazie agli alleati come ad esempio Alessandro Zan, anche lui da pochi giorni approdato su TikTok. 

“Non pensare all’elefante”

Qualche giorno fa su Instagram è comparso un post di Torcha che come prima immagine aveva quella di un elefante con il perimetro del corpo evidenziato di rosa e dove è scritto “Come vincere le elezioni? Basta non pensare all’elefante“. Il post spiega quello che in realtà sta succedendo in questo momento di campagna elettorale e lo fa in modo esemplare. Soprattutto, parlando proprio della sinistra e nello specifico di Enrico Letta. 

 

 
 
 
 
 
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Per chi non lo sa, “Non pensare all’elefante” è un libro scritto dal linguista americano George Lakoff che spiega come i repubblicani fossero riusciti a vincere le elezioni imponendo i propri temi e la propria narrazione della realtà. In che modo? Dicendo loro, metaforicamente, di non pensare all’elefante. E quando ci viene detto nello specifico di non pensare a qualcosa ecco che la nostra mente lascerà fuori dai nostri pensieri tutto tranne che “l’elefante“.

Torcha scrive: “ogni giorno i leader si scambiano attacchi e frecciatine, rilasciano dichiarazioni e tweet. Fino ad ora i più presenti nelle dichiarazioni sono stati Giorgia Meloni ed Enrico Letta, che guidano i due partiti con più consensi nei sondaggi (Fratelli d’Italia e PD). Ma giorno dopo giorno la leader di Fratelli d’Italia si sta prendendo la scena mediatica.”

Quello che tutti abbiamo notato è il fatto che ogni giorno si parla di Giorgia Meloni  e tutti gli altri, e  in questo caso Enrico Letta, cercano sempre e solo di screditare le sue affermazioni. Così facendo il fulcro resta sempre lei e “il resto scompare“, come cantava Elettra Lamborghini. Il libro di George Lakoff ha dimostrato di come i democratici combattevano le idee dei repubblicani, le inseguivano. Ma così facendo finivano per metterle al centro del dibattito: il risultato è che i conservatori imponevano la loro visione. E se ci guardiamo attorno è quello che sta succedendo ora. La campagna elettorale di Enrico Letta è si diventata virale ma non sicuramente nel modo in cui credeva lui e il suo staff di comunicazione.

Diversa la situazione per Luigi “Giggino” Di Maio. L’ex voce del Movimento 5 Stelle ed ora capo del suo  Partito Impegno Civico, ha deciso di rimanere saldo nella sua comfort zone, ovvero utilizzando i canali che lo hanno portato per la prima volta a ricoprire un ruolo e una poltrona a “palazzo“. Luigino parla al popolo italiano tramite Facebook, che come sappiamo ha un’età media molto alta in confronto a TikTok.

Se nella piattaforma cinese troviamo i giovani, nella piattaforma di Mark Zuckerberg troviamo i loro genitori, i loro zii e i loro nonni. I suoi comizi, le sue battaglie e le sue promesse passano prima da Facebook e poi passano a Instagram. E non è assolutamente un caso che in questo momento Giggino parli solo ed esclusivamente di caro bollette. Perché il suo interesse di target è quello “spendente“, ovvero di chi deve pagare queste bollette. E non me ne vogliano i ragazzi di TikTok, ma non sono sicuramente loro o comunque la stragrande maggioranza non ha di questi problemi.

Il 25 settembre si avvicina

Il fatto di essere arrivati ad occupare un posto nei social destinato prevalentemente alle nuove leve, le nuove generazioni, non fa altro che confutare le parole dello scrittore. Poi mettiamoci anche la questione economica, ovvero le sponsorizzate, i post “accattivanti” arrivano molto prima.

Quindi si è capito una cosa di questa campagna elettorale: Giorgia Meloni va per la sua strada anche quando contestata , come è successo a Cagliari, riuscendo poi a rigirare tutto a suo favore; Matteo Salvini cerca di dare un dare un colpo al cerchio e uno alla botte; Silvio Berlusconi sta vivendo una nuova giovinezza; Enrico Letta sta a guardare; Luigi Di Maio annaspa con il suo 1% dato dai sondaggi; Carlo Calenda aspetta la prossima folata di vento e Matteo Renzi spera di essere quello che gode tra i tanti litiganti.

Mancano meno di venti giorni alle aperture delle urne e quello che è certo è che votare è un diritto e tutti noi siamo tenuti a rispettarlo presentandoci ai seggi elettorali e fare la fatidica “X“. Anche perché dopo sarà inutile lamentarsi se non si è andati a votare. 

 

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