Prigozhin, l’ipotesi: bomba nel condizionatore dell’aereo

Una bomba nel condizionatore dell’aereo di Evgheny Prigozhin. È l’ipotesi prospettata dal quotidiano Moskovsky Komsomolets in relazione allo schianto dell’aereo del capo della Wagner, morto lo scorso 23 agosto con altri 9 persone. Il giornale propone informazioni diffuse anche su Telegram dal canale Telegram VChK-OGPU.

L’Embraer di Prigozhin sarebbe stato sottoposto ad alcune riparazioni il 20 luglio per problemi al sistema di raffreddamento a bordo. La nuova unità da installare sarebbe stata consegnata dopo 30 giorni e non dopo i 10 previsti a causa dei ritardi legati alle sanzioni adottate contro la Russia. Per tutto il periodo dei lavori, costati circa 7 milioni di rubli, l’aereo sarebbe rimasto fermo nell’aeroporto di Sheremetyevo, a Mosca. Al velivolo avrebbero avuto accesso 2 ingegneri e un direttore tecnico.

Le news che rimbalzano dalla Russia contribuiscono a rendere ancor più complessa la vicenda su cui è stata avviata ufficialmente un’indagine. Moskovsky Komsomolets nelle ultime ore ha scritto che due presunti potenziali acquirenti dell’aereo di Prigozhin si sono presentati poco prima del decollo fatale per una ispezione del velivolo durata un’ora. I due avrebbero detto di lavorare per RusJet. Uno dei due non aveva un passaporto russo ed entrambi, è venuto fuori in seguito, non lavoravano per la compagnia.

Ieri sono stati resi noti i risultati degli esami del Dna, che hanno confermato l’identità delle vittime del disastro. Intanto, non è ancora stata fissata una data per i funerali di Prigozhin e delle altre persone decedute. “Non ho ancora alcuna informazione”, ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. “Non appena sarà presa una decisione, sarà con ogni probabilità resa pubblica”, ha aggiunto Peskov, che nei giorni scorsi ha smentito le ipotesi legate ad un coinvolgimento di Vladimir Putin nella vicenda.


 

 

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