Gallipoli, il 5 giugno test in discoteca: accesso consentito a 2000 persone con green pass

Sabato 5 giugno al Praia di Gallipoli, una delle discoteche all’aperto più frequentate del Salento, 2mila persone torneranno a ballare per la prima volta dopo quasi un anno di stop alle piste da ballo deciso dal Governo.

L’esperimento, sulla scia  di quelli già compiuti in Spagna, Olanda e Regno Unito, annunciato da Maurizio Pasca, l’imprenditore salentino a capo del Silb-Fipe, il Sindacato che raccoglie le principali imprese del settore. Obiettivo: verificare le condizioni per la riapertura delle discoteche.

Obiettivo ottenere discoteche “Covid-free”

Due i locali scelti: oltre il “Praia”  a Gallipoli, per il test al chiuso  è stato prescelto anche  il “Fabric” di Milano. In entrambi i casi, però, potranno accedere al soltanto persone munite di green pass, le stesse che all’uscita dovranno sottoporsi ad un nuovo tampone.

Oltre all’ingresso consentito solo a chi è vaccinato o a chi ha un test negativo, le misure di sicurezza prevedono anche «la sanificazione dei locali, l’utilizzo di materiali mono uso e la tracciabilità attraverso l’acquisto dei biglietti online».

Abbiamo l’autorizzazione della Regione Puglia“, spiega Pasca. L’iniziativa arriva dopo che il Silb-Fipe, in collaborazione con alcuni virologi, aveva stabilito un protocollo con le regole che locali e clienti dovranno seguire se Palazzo Chigi darà il via libera alle riaperture.L’obiettivo, prosegue Pasca, «è ottenere discoteche  “Covid-free” affinché i 2.800 locali al chiuso che non lavorano dallo scorso 23 febbraio perché ingiustamente additati come untori, possano aprire almeno in autunno».

Open-day nelle discoteche

Al Governo e al Commissario Figliuolo, offriamo la nostra disponibilità ad organizzare open day per i vaccini anche nelle discoteche in vista di eventi estivi, affinché nella campagna di vaccini possano essere raggiunti sempre più giovani” dice ancora Pasca. “Serviranno gazebo e spazi esterni, ma se il Governo lo ritenesse opportuno ne potremmo discutere. Noi siamo disponibili: prima si vaccinano tutti, prima si torna alla normalità, ognuno deve dare il suo contributo”.

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